Ultime ore di agonia per il Governo Giallo-Verde

Ultime ore di agonia per il Governo Giallo-Verde

Dopo il discorso di Sabaudia di ieri sera, Salvini oggi è prossimo a ritirare i ministri leghisti dal Governo. M5S:"Lega incomprensibile, siano chiari"

«E’ stato un bell’anno, ma qualcosa nella maggioranza si è rotto. Alla Lega non interessano poltrone in più, ma se non si può andare avanti nel fare, è meglio rimettere il mandato». E’ quello che ha affermato ieri sera Matteo Salvini dal palco di Sabaudia, prima tappa di un tour organizzato nel sud che il leghista ha deciso di compiere per agosto, un tour dal sapore che sa tutto di campagna elettorale. Un netto cambio di passo per realizzare in modo veloce le riforme necessarie è l’ultimatum, chiaro, netto ed inequivocabile che il vicepremier Salvini ha lanciato dal palco di Sabaudia, al termine di una giornata convulsa, segnata dallo scontro con il M5S sulla Tav e il lungo vertice a due con il premier Conte.

E’ il culmine di una tensione all’interno della maggioranza non più sostenibile, quella che ha ammesso quindi il leader della Lega. E l’ammissione di Salvini sta nelle parole pronunciate proprio a Sabaudia in modo decisivo, con le quali è tornato a contestare i diversi no dei pentastellati, a partire dalla Tav al taglio delle tasse e sul capitolo riforma giustizia. E’ stata la prima volta che dalla bocca di Salvini sono uscite inoltre parole inconfutabili sull’intenzione di staccare la spina al governo:« Se non si possono fare le cose, che la parola torni al popolo, unico proprietario della democrazia e dei ministerri in questo Paese». Stamani mentre il capogruppo della Lega, Molinari a favore di un possibile rimpasto, ha dichiarato che le eventuali sostituzioni dei ministri che a Salvini proprio non vanno giù, cioè i ministri Toninelli e Trenta e forse anche Tria, potrebbero avvenire anche con altri esponenti del M5S che abbiano però posizioni più ragionevoli, manifestandosi  possibilista ad un rimpasto, Salvini,

Di Maio e il premier Conte hanno compiuto forse gli ultimi passi che porteranno all’apertura di una nuova crisi di governo. Sembrerebbero ormai ore cruciali per la vita del governo giallo-verde. Il premier Conte ha avuto in mattinata un colloquio al Quirinale con il Capo dello Stato, durato una quarantina di minuti. Da fonti di palazzo si è appreso che oggetto del colloquio non è stato sull’ipotesi di crisi di governo o di un suo rimpasto, ma di semplice informativa sull’evoluzione dei fatti all’indomani del voto che c’è stato al Senato. Voto dal quale è emerso un governo con la evidente spaccatura della sua maggioranza.  Stranamente il premier Conte non ha voluto lasciare però dichiarazioni all’uscita dal Quirinale. Di Maio ha annullato tutti gli impegni sulla sua agenda che erano fissati per oggi in Emilia Romagna, decidendo di incontrare tutti i capigruppo del suo Movimento. E il leader pentastellato affida poi la replica a Savini sull’ipotesi del rimpasto, utilizzando i social:« Basta dibattiti sulle poltrone. Sono stanco. Non siamo al governo per chiedere poltrone, ma per tagliarle». Ma proprio nelle prime ore del pomeriggio arriva una nota dalla Lega che sembra parlare chiaro: nessuna ipotesi, ritiro nostri ministri.

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