
Ci si può ancora fidare della Lega?
Ci si può ancora fidare di un partito che ha cambiato più volte idea nel corso della sua storia politica? Ora Salvini apre all'Europa assieme a Giorgetti, Bagnai e Borghi cominciano ad andare nell'ombra, inoltre il Carroccio è pronto ad aderire al Partito Popolare Europeo d'impronta Berlusconiana
Attualmente, è realmente opportuno fare affidamento sull’opposizione? In particolare su partiti come Forza Italia e “stranamente” la Lega? Non si vuole fare una dialettica agevolante per i radical chic ma evidentemente l’opposizione non ha abbastanza forza politica per poter contrastare le misure da regime sanitario imposte dal governo giallo-fucsia. La Lega storicamente ha sempre vissuto di cambiamenti radicali nell’assetto ideologico, dalla sua nascita fino ad oggi.
Nata come formazione partitica indipendentista e settentrionalista ( per altro gli stessi Bossi e Maroni facevano parte negli anni ’70 della sinistra extraparlamentare) dal 1999 al 2013 comincia ad inserirsi nel centro-destra, da quel periodo fino ad oggi comincia la sua mutazione verso gli asset di una destra sociale e “pura” attenta al contrasto dell’immigrazione clandestina e dedita all’importanza dei valori religioso-culturali dell’Italia, sentimento politico nutrito nelle aree più “a destra” del Caroccio. Anche sul piano delle politiche economico-finanziarie in questo periodo ( 2013-2020) la stessa Lega ha cominciato a maturare un crescente euroscetticismo non solo con Salvini che molti anni fa aveva definito “l’Euro un crimine contro l’umanità” ma anche il consulente finanziario ed economista Borghi e il docente universitario Alberto Bagnai.
Forse è proprio questo il problema, nella Lega ci sono state da sempre varie correnti, fin dall’inizio nel 1989, tanto che attualmente la “minaccia” in termini politici è rappresentata dal vice segretario Giorgetti, l’ala opposta a Borghi e Bagnai e che da qualche tempo sta influenzando Salvini. Il segretario federale ed ex Ministo dell’Interno del governo Conte I, pare che abbia recentemente strizzato l’occhio all’europeista ultraliberista Silvio Berlusconi e che nutra delle simpatie per l’ex presidente della BCE ( Banca Centrale Europea) Mario Draghi, lo stesso uomo che partecipò al “Britannia”, riunione dove venne deciso il processo di svalutazione della Lira per poter rendere agevole l’ingresso alla moneta unica, che più che rendere la nostra vita migliore come dichiarò Prodi quasi vent’anni fa sembra essere diventato un sistema di governo finanziario su alcuni territori del continente europeo.
