
Strage di Corinaldo, chiuso il processo con le condanne dai 10 ai 12 anni per i sei colpevoli
Si è svolta ieri l'udienza del processo con rito abbreviato con cui i giudici hanno deciso di condannare i sei imputati della Strage di Corinaldo
I componenti della cosiddetta “Banda dello spray” sono stati tutti condannati per quello che successe nella notte dell’8 Dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo dove sono morte sei persone e quasi sessanta quelle ferite a causa dello spruzzo dello spray al peperoncino, tanto che è stata chiamata La strage di Corinaldo.
Per questi ragazzi è stata decisa la condanna di primo grado tra i 10 e i 12 anni con uno sconto importante rispetto alle decisioni iniziali, tenendo conto della riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato .
Strage di Corinaldo, tutte le condanne
Ugo Di Puorto, Raffele Mormone, Badr Amouiyah, Andrea Cavallari, Moez Akari e Souhaib Haddada, il gruppo che la sera dell’8 Dicembre spruzzò lo spray al peperoncino all’interna del locale di Corinaldo, Lanterna Azzurra seminando panico tra i presenti e approfittando del clima di tensione per rapinare soldi e oggetti preziosi a tanti ragazzi che stavano attendendo il concerto di Sfera Ebbasta e subito dopo scappare via causando morti e feriti, è stato condannato con pene comprese tra 10 e 12 anni .
La reazione dei genitori di alcune vittime giustamente non si è fatta attendere, soprattutto dopo l’udienza del processo con cui i giudici del Tribunale di Ancona hanno deciso di chiudere il processo e condannare i colpevoli di quella tragica notte per i reati commessi (omicidio preterintenzionale, lesioni personali, furto e rapina).
“Vedendo quelle persone in aula ho pensato che avrei magari potuto ammorbidire il mio giudizio su di loro. E invece li ho visti spavaldi, tranquilli, e ho pensato che 12 anni è il minimo, proprio il minimo che si potesse dargli. Adesso andrò a casa a spiegare ai miei figli più piccoli che giustizia è stata fatta a metà e che le persone che hanno fatto male a mamma staranno in prigione per un pò. Alle altre udienze non ho partecipato ma stavolta sì, volevo vederli in faccia. e non ho visto in loro la bellezza che aveva mio figlio” sono state le parole di Donatella Magagnini, la madre di Daniele Pongetti, una delle vittime morte a causa del cedimento di una balaustra della discoteca.
