
Proseguono le indagini sullo scandalo finanziario che ha investito il Vaticano: le accuse mosse all’ex cardinale Giovanni Angelo Becciu
Le verifiche riguardano appunto le movimentazioni di denaro disposte da Becciu: bonifici frazionati che sarebbero arrivati tramite passaggi intermedi a chi accusava il cardinale australiano
Proseguono le indagini sugli ammanchi economici dalle casse vaticane che ha coinvolto monsignor Angelo Becciu rivale di Pell. Le verifiche riguardano appunto le movimentazioni di denaro disposte da Becciu: bonifici frazionati che sarebbero arrivati tramite passaggi intermedi a chi accusava il cardinale australiano.
Il cardinale Giovanni Angelo Becciu si è dimesso ed ha rinunciato ai diritti del cardinalato, ma lo scandalo che lo ha coinvolto in questi giorni sembra non essere destinato a placarsi. L’accusa, come hanno riportato le cronache di questi giorni, è quella di aver dirottato i soldi della Cei e dell’Obolo di San Pietro verso attività riconducibili ai propri familiari.
Pur dichiarandosi innocente e dopo essersi detto pronto a querelare chiunque lo accusi di aver commesso illeciti, a Becciu continua ad essere contestato l’uso di fondi a favore dei fratelli negli anni in cui dirigeva gli Affari Generali del Vaticano, ovvero dal 2011 al 2018.
Gli affari milionari di Becciu
Le attività gestite da Becciu e i propri fratelli sembrerebbero riconducibili ad un giro di affari che conta milioni di euro. Ci sarebbero, investimenti per 50 milioni di euro nel fondo maltese Centurion, del finanziere Enrico Crasso, che li ha usati per diventare socio di Italia Independent, società di Lapo Elkann e per finanziare il film su Elton John.
A questi si sommerebbero 200 milioni di dollari (più di 170 milioni di euro) in una piattaforma petrolifera in Angola che, sotto consiglio di Enrico Crasso, ex banker Credit Suisse che ha gestito per molto tempo grosse somme della Segreteria di Stato, sarebbero poi stati investiti nel fondo Athena, del finanziere Raffaele Mincione, per comprare il 45% del lussuoso palazzo di Londra e in Borsa su Carige, Bpm, Retelit e Tas.
Somme decisamente importanti che si andrebbero ad aggiungere ai finanziamenti a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, della Caritas di Ozieri, in provincia di Sassari, ricollegabile alla diocesi originaria di Becciu, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello di Becciu (Tonino Becciu).
I fondi sarebbero stati chiesti e ottenuti dal cardinale tre volte, nello specifico: i primi 300 mila euro sarebbero stati usati per ampliare l’attività e ammodernare, altri 300 mila euro sarebbero finiti nelle casse della cooperativa nel 2015 a seguito di un incendio.
Si tratterebbe, come l’accusa sostiene, di soldi presi direttamente dall’otto per mille. Mentre l’ultima richiesta, nel 2018, equivarrebbe a un finanziamento – sempre a fondo perduto – di 100 mila euro per adeguamenti delle strutture destinate all’accoglienza dei migranti. Questa volta gli aiuti sarebbero arrivati direttamente dall’Obolo di San Pietro.
