Giuseppe Conte sta gestendo adeguatamente l’emergenza sanitaria Covid-19?

Giuseppe Conte sta gestendo adeguatamente l’emergenza sanitaria Covid-19?

Giuseppe Conte in difficoltà sulla gestione dell'emergenza sanitaria, si pensa a un governo di unità nazionale per il dopo coronavirus. L'Italia abbandonata e lasciata sola dalla UE senza un sostegno forte non potrà ripartire e molti cittadini saranno privi di mezzi di sopravvivenza, non servono prestiti dalle banche ma politiche economiche di crescita

Un’Italia stremata dal punto di vista sanitario dal Covid-19, in questo momento pare che il destino di questo paese sia affidato a lui, Giuseppe Conte, “l’avvocato del popolo”( come venne definito alla sua prima nomina a capo dell’esecutivo giallo-verde M5S-Lega).La realtà è molto diversa, Giuseppe Conte non è un leader ma un probabile “referente” dei “capi supremi” dell’Unione Europea, già da diversi suoi comportamenti si dovrebbero dedurre i suoi errori, induttivamente.

Un presidente del consiglio dei ministri che fa conferenze stampa con dirette Facebook, in queste conferenze stampa dice tante parole ma comunica effettivamente il nulla più assoluto, per poi per altro emanare decreti ogni giorno ( con atti amministrativi, sul piano giuridico i decreti del capo del governo non avrebbero alcun tipo di effetto senza approvazione e riserva nelle materie dal Parlamento, che però è stato fino ad adesso “in quarantena” e prima di emanare tali “atti aventi forza di legge”( si fa per dire) non li comunica su Facebook ma ratifica “papillon” sulle 81 pagine, di cui gli stessi più eminenti giuristi della dottrina hanno “difficoltà ad interpretare”.

Gradualmente pare che gli “show” del “premier” hanno solamente l’effetto di limitare continuamente le libertà costituzionali ( si parla di droni che monitorano  gli spostamenti, di un’app che traccia ogni dispositivo mobile..), mentre gli italiani sono chiusi in casa, in preda a psicosi e soprattutto “senza alcun tipo di aiuti economici”. Le politiche economiche di Conte rappresentano la modalità perfetta per portare una nazione allo stremo e al fallimento totale.

Si parte dal presupposto che i supporti sanitari siano arrivati da paesi socialisti, sovranisti e comunisti ( Cina, Cuba, Russia) ma non dai “democratici” dell’Unione Europea che erogherà la liquidazione dalla BCE (Banca Centrale Europea) solamente nel caso in cui Giuseppe Conte e il suo fido Gualtieri porranno l’atto di ratifica al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) definito anche dai più esperti “la Troika”.

Infatti se vi sarà tale accordo, i titoli di stato italiani verranno venduti all’Unione Europea, creando un debito che non potrà essere ripagato dal popolo poiché attualmente l’economia  è ferma ( Conte ha chiuso l’Italia e soprattutto il settore privato), quando le aziende faranno fatturato “0”, non potranno liquidare i dipendenti i quali “logicamente” non avranno un presupposto quantitativo di denaro per potersi mantenere. Si prospetta la fine della Grecia ( come molti ricorderanno alcuni anni fa), ma forse il nostro “avvocato del popolo” non poteva nazionalizzare l’economia, collegando una banca pubblica al dipartimento del tesoro e stampando moneta sovrana ( la Germania lo ha fatto con una propria banca pubblica in barba alle direttive della UE, ben 550 miliardi) e quindi prevenire una crisi economica e soprattutto adottando ben diverse politiche “cura Italia”( si fa per dire anche questo) per poter contenere l’emergenza sanitaria? ( Da aperitivi a Milano quando si è positivi a “è solo un’influenza” o anche la famosa questione dei tamponi relativamente alla proporzione sacrosanta a livello matematico fra contagiati e deceduti), ma forse Giuseppe Conte ha ben altro in mente.

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