Attentato Nizza, il killer il 9 ottobre era a Bari, era arrivato in Italia il 20 settembre

Attentato Nizza, il killer il 9 ottobre era a Bari, era arrivato in Italia il 20 settembre

Quando è stato ferito, l'attentatore della cattedrale di Notre Dame a Nizza aveva in tasca una tessera della Croce Rossa italiana contenente le sue generalità attraverso la quale gli inquirenti francesi hanno potuto identificarlo e riscostruire la sua storia. Lo ha dichiarato in conferenza stampa Jean-Francois Ricard, il capo della Procura Nazionale Antiterrorismo francese. La tessera, che gli era stata fornita al suo arrivo in Italia, ritrovata tra gli effetti personali di Brahim Aoussaoui tra cui anche un Corano, due telefoni, un coltello con una lama di 17 centimetri e altri due coltelli non utilizzati.

L’aggressore era arrivato in Europa passando per l’Italia: era sbarcato a Lampedusa a fine settembre ed era passato per Bari il 9 ottobre.
Quando è stato ferito, l’attentatore della cattedrale di Notre Dame a Nizza aveva in tasca una tessera della Croce Rossa italiana contenente le sue generalità attraverso la quale gli inquirenti francesi hanno potuto identificarlo e riscostruire la sua storia. Lo ha dichiarato in conferenza stampa Jean-Francois Ricard, il capo della Procura Nazionale Antiterrorismo francese. La tessera, che gli era stata fornita al suo arrivo in Italia, ritrovata tra gli effetti personali di Brahim Aoussaoui tra cui anche un Corano, due telefoni, un coltello con una lama di 17 centimetri e altri due coltelli non utilizzati.

Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, arrivato sul luogo dell’attacco, ha detto alla stampa che l’uomo «continuava a ripetere “Allah akbar”»: «Oggi siamo vittime ancora una volta dell’islamofascismo», ha scritto su Twitter.

Il corpo di una delle due donne uccise è stato ritrovato dentro alla chiesa, così come quello del custode, mentre la seconda donna è morta in un ristorante di fronte alla basilica, dove si era rifugiata nel tentativo di scappare. L’allarme, scrive Libération, sarebbe stato dato da un testimone che ha premuto uno dei pulsanti di emergenza installati dal comune di Nizza nelle strade della città.

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