
Isis, ucciso un crociato italiano in Siria. Si chiama Lorenzo Orsetti
Era un volontario di origini fiorentine e combatteva con i curdi da un anno e mezzo. Il padre: "Siamo orgogliosi di lui"
L’Isis ha annunciato di aver ucciso un crociato italiano che combatteva a Baghuz, l’ultima roccaforte degli estremisti nella parte orientale della Siria. Assieme al suo battaglione, l’uomo sarebbe caduto in un’imboscata e sarebbe morto in uno scontro a fuoco. Lui si chiamava Lorenzo Orsetti (la foto è di Repubblica.it), aveva 33 anni ed era originario di Firenze. È stato identificato perché, come ha confermato Site, il sito Usa di monitoraggio del jihadismo, l’Isis ha pubblicato la foto del suo cadavere e un documento d’identità. “Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell’Isis – ha spiegato ai media Alessandro, il padre del ragazzo. – Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato. Li hanno uccisi tutti”. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa Orsetti aveva iniziato la propria militanza alla fine del 2017 accanto ai curdi dell’Ypg, le Unità di protezione del popolo, ad Afrin, una delle roccaforti di resistenza. Tutti lo conoscevano come “Heval Tekosher”, il “Lottatore”. “Siamo orgogliosi di lui, della scelta che ha fatto – ha aggiunto Alessandro – ma ora siamo distrutti dal dolore. Quando decise di andare a combattere per i curdi ci disse che voleva fare qualcosa per loro, non voleva rimanere senza fare nulla, voleva aiutarli nella loro causa. Gli chiedevamo quando sarebbe tornato a casa, ma lui rispondeva che la situazione era molto delicata e che doveva ancora rimanere lì”.
Ora quel ragazzo così coraggioso non c’è più e la sua salma potrebbe non tornare più in Italia. “Il suo comandante – ha sottolineato il padre di Orsetti – mi ha detto che mio figlio aveva chiesto di essere seppellito là in caso di morte in battaglia. Penso che accetteremo la sua decisione anche se non avremo un corpo su cui piangere. Ci hanno pure invitato ad andare là, non so cosa faremo”. Le forze curdo-siriane con cui combatteva in Siria Lorenzo Orsetti hanno diffuso anche la sua lettera-testamento, una consuetudine per tutti i miliziani: “Ciao, se state leggendo questo messaggio significa che non sono più in questo mondo. Nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”.
Orsetti è il secondo italiano ucciso dai miliziani dell’Isis dopo Giovanni Francesco Asperti, il 50enne originario di Bergamo morto a dicembre scorso nel governatorato di Al Hasakah, sempre in Siria. Sono anni che insieme alle Forze democratiche siriane (Sdf, acronimo inglese di “Syrian Democratic Force”) combattono molti volontari stranieri per reprime l’Isis in quelle terre. Proprio a Baghuz gli estremisti e i loro familiari si sono rifugiati, scappando dalle aree da cui erano stati espulsi, e la loro resistenza sta rimandando la conquista della città da parte del Sdf.
