Ritorno in classe, le regioni contro la riapertura delle scuole il 7 Gennaio

Ritorno in classe, le regioni contro la riapertura delle scuole il 7 Gennaio

La riapertura delle scuole è prevista per il 7 Gennaio ma tanti governatori regionali fanno sapere di non essere assolutamente d'accordo con la decisione della Ministra Azzolina in quanto i numeri dei contagi sono ancora molto alti

La situazione epidemiologica attuale sta mettendo in serio rischio l’ipotesi della riapertura delle scuole prevista per il 7 Gennaio. Si, perchè anche se l’Italia è dal 24 Dicembre che sta in zona rossa e continuerà a starci fino all’Epifania (l’unica eccezione oggi 4 Gennaio), i dati riguardanti i contagi e i decessi sono ancora molto alti.

L’ipotesi è quindi quella che la riapertura potrà slittare di qualche giorno. Il ritorno in classe è attualmente previsto per il 50% degli alunni e con ingressi e uscite scaglionati con lezioni dalle 8 alle 14 o dalle 10 alle 16 ma solo per alcune regioni (Abruzzo, Calabria, Campania,Friuli, Lazio, Liguria,Lombardia, Puglia e Toscana) mentre le restanti avranno un turno unico (Basilicata, Emilia-Romagna, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Umbria e Valle D’Aosta)

Anche sul fronte politico, il tema desta qualche perplessità, soprattutto alcuni Governatori Regionali sono contrari alla riaperture scolastiche in quanto temono che il ritorno in classe potrà favorire una nuova impennata di contagi; in primis Zaia, il Presidente della Regione Veneto ha affermato, “Ho molte perplessità, ormai è assodato che le curve dei contagi siano collegate ovunque alla ripresa della scuola. I ragazzi hanno il diritto a una scuola in presenza. Se si contagiano, la letteratura dice che sono in molti casi asintomatici e con cariche virali alte. Un’aula scolastica rischia di essere il terreno di coltura per il virus che poi si propaga sui bus e fuori dall’istituto”.

Anche dal Lazio arriva il no dell’Assessore alla Scuola, Alessio D’Amato, “Con questi dati in crescita, faccio un appello al governo a riflettere bene sulla riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio. Devono restare chiuse in tutta Italia”.

Dalla Puglia, il Presidente Michele Emiliano preferisce garantire ai suoi studenti la didattica a distanza, “In tempo di pandemia si ritiene che le famiglie debbano poter decidere di non esporsi ai rischi derivanti dalla frequenza obbligatoria a scuola, rischi che in classe esistono come in ogni altro luogo di comunità”.

Infine, anche Francesco Acquaroli, Governatore delle Marche ritiene che tale ripresa potrebbe influenzare i dati riguardanti i contagi, “ritengo che la riapertura della scuola possa avere un impatto enorme sulla curva epidemiologica se non accompagnata da una serie di accortezze come il trasporto pubblico, gli assembramenti alla salita e alla discesa dai pullman e l’accesso differenziato negli istituti”.

Ma la Ministra Azzolina non ci sta, anzi è sempre più convinta che la scuola rappresenti uno dei luoghi più sicuri per i bambini e per i ragazzi, “È a scuola e in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante. È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci. Arretrare sulla scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo.Non esiste una ricetta perfetta: il virus ci impone continue riflessioni, aggiustamenti. Ma è uno sforzo a cui non possiamo né vogliamo sottrarci. Non lo abbiamo fatto nei mesi scorsi, non lo faremo adesso”.

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