Alemanno resta in carcere: respinto il ricorso

Alemanno resta in carcere: respinto il ricorso

La Corte di Cassazione respinge il ricorso dei legali di Gianni Alemanno, in relazione alla sua pena di 22 mesi per aver violato i termini dei servizi sociali alternativi. 

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile, e quindi ha respinto, il ricorso presentato da Edoardo Albertario e Cesare Placanica, avvocati di Gianni Alemanno, in relazione alla pena di 22 mesi di reclusione che il leader del movimento “Indipendenza” ed ex sindaco di Roma sta attualmente scontando nel carcere di Rebibbia.

Gianni Alemanno

 

L’accusa nei confronti di Alemanno fu quella di traffico di influenze nel corso dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, nella quale venne assolto da tutte le accusa, tra cui quella di aver ricevuto centrotrentamila euro dalle cooperative di Salvatore Buzzi.

Alemanno venne poi essere arrestato il 31 dicembre del 2024 per aver trasgredito i termini della pena alternativa ai servizi sociali. In particolare, avrebbe presentato  dei falsi documenti per giustificare impegni lavorativi ed evitare così i servizi sociali, oltre ad aver avuto incontri tra marzo e settembre dello scorso anno con un pregiudicato Paolo Colosimo, condannato nel 2018 a quattro anni e sei mesi per il processo Fastweb.

Salvatore Buzzi

La difesa, nella persona di platonica, si è detta “Estremamente delusa in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, l’aver sollecitato l’immediata pagamento, senza attendere il maturare del proprio turno, ad Ama ed Eur Spa, di somme pacificamente dovute, non fosse più penalmente rilevante“.

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