
Alessia Pifferi: condanna all’ergastolo per la morte della figlia Diana
Alessia Pifferi è stata condannata all’ergastolo per la morte della figlia Diana. La difesa aveva chiesto l’assoluzione. La madre della donna: “Dolore atroce, ma è giusto che paghi”.
Dopo una breve camera di consiglio di tre ore, la Corte d’Assise, accogliendo la richiesta del Pm Francesco De Tommasi, ha deciso per l’ergastolo nei confronti di Alessia Pifferi per la morte della figlia Diana, deceduta di stenti a 18 mesi dopo essere stata lasciata da sola in casa dal 14 al 20 luglio di due anni fa.
Nel corso dell’udienza di ieri la difesa, affidata ad Alessia Pontenani, ha provato a chiedere l’assoluzione affermando che Alessia Pifferi “è evidente che non volesse uccidere la bambina“, ricostruendo la storia della donna dall’infanzia al giorno in cui è uscita di casa, lasciandola da sola la bambina “Non ha mai voluto uccidere la figlia. Esiste il reato di abbandono di minore ed è il nostro caso“.
La legale ha poi continuato: “Non è una psicotica, ma una ragazza che è cresciuta in assoluto isolamento morale e culturale“. Da piccola “ha subito abusi, è stata vittima di violenza assistita, non è andata a scuola, ha un deficit cognitivo, è vissuta senza avere un lavoro, era in condizioni di estrema indigenza. Partorisce in un bagno, non sa di essere incinta. Una donna cresciuta in questo modo può non avere problemi?“.

La perizia psichiatrica, eseguita dallo specialista Elvezio Pirfo, aveva però confermato che la donna era capace di intendere e volere al momento dei fatti. Dettaglio confermato anche dal Pm Francesco De Tommasi, replicando che Pifferi “non ha nessun deficit“. Per il Pm “c’è una sola vittima e si chiama Diana. E c’è una bugiarda e un’attrice, che è Alessia Pifferi“.
“È una sentenza giusta, la prima tappa per l’accertamento della verità. Ci ho creduto sempre, e con questo verdetto hanno riportato al centro del processo la vittima” ha continuato Francesco De Tommasi dopo la lettura della sentenza. “Ho visto una donna che ha recitato una parte, mi aspettavo l’ergastolo“.
Sentenza giusta anche per Maria Assandri, la madre di Alessia Pifferi: “Diana è nel mio cuore, la porto con me. È un dolore atroce. Si è dimenticata di essere una madre. Ora non riuscirei a dire nulla. È una sentenza giusta, deve pagare per quel che ha fatto. Se si fosse pentita e avesse chiesto scusa, ma non l’ha fatto“.
Stessa opinione anche dalla sorella, Viviana Pifferi: “Penso che i giudici abbiano fatto quello che è giusto, perché per me non ha mai avuto attenuanti, non è mai stata matta o con problemi psicologici. In questo momento non so neanche dire cosa provo, è una cosa stranissima. Diana è diventata la bambina di tutti gli italiani. Spero che adesso Diana possa volare via in pace”.
La piccola venne trovata morta il 20 luglio del 2022, quando la madre era rientrata nella sua abitazione di via Parea a Milano dopo quasi una settimana di assenza. Il pomeriggio di alcuni giorni prima, il 14 luglio, si era recata nella provincia di Bergamo a trovare il suo fidanzato dell’epoca, lasciando la bimba nel lettino con soltanto un biberon e una bottiglietta d’acqua.
Tra le aggravanti che le venivano contestate, la Corte ha escluso quella della premeditazione, riconoscendo invece quelle dei futili motivi e dell’aver commesso il fatto ai danni della figlia minorenne, ma ha anche condannato la donna a pagare provvisionali da 20mila e 50mila euro rispettivamente alla sorella Viviana e alla madre Maria, entrambe parti civili nel processo.
Alessia Pifferi ha accusato un malore questa mattina nel carcere di san Vittore ed è stata subito raggiunta da Alessia Pontenani. Da parte sua, la difesa ha confermato che farà appello: “Leggeremo le motivazioni, poi ovviamente faremo appello, mi aspettavo una sentenza così dura. Penso non ci sia stato un clima sereno e senza l’inchiesta parallela forse la perizia psichiatrica avrebbe dato esito diverso“.
