
Arresti domiciliari per il prefetto di Cosenza Paola Galeone
Il prefetto di Cosenza Paola Galeone è stata arrestata dalla squadra mobile della questura calabrese su disposizione del GIP del Tribunale. Ora è ai domiciliari nella sua casa di Taranto, l'accusa è di induzione indebita a dare o promettere, ai sensi dell'art. 319 Quater del C.P.
Il terremoto che ha scosso la prefettura di Cosenza si arricchisce di un fatto nuovo, ovverosia l’arresto del prefetto Paola Galeone(Foto RaiNews), disposto dal GIP del tribunale cosentino su richiesta della Procura della Repubblica. Il prefetto del capoluogo calabrese, era stata denunciata dalla presidente di una cooperativa per la gestione dei migranti, alla quale l’ormai ex prefetto aveva chiesto di spartirsi la quota assegnata dal ministero dell’Interni alle prefetture di euro 1200 rientrante in un fondo destinato proprio alla gestione dei migranti. Dalle intercettazioni della squadra mobile della Questura di Cosenza, emerge che la Galeone ha provato ad indurre la sua interlocutrice a dare in modo indebito la cifra sopra riportata in merito sempre alla funzione svolta dal prefetto per la ripartizione alle associazioni che si occupano di gestione dei centri di permanenza dei soldi necessari al funzionamento del servizio. Nella serata di ieri il Viminale aveva sospeso la funzionaria e adesso la Galeone si trova presso la sua casa di Taranto, agli arresti domiciliari in attesa dell’esito delle indagini della procura calabrese. Ci preme evidenziare che fatti squallidi come questo, se l’impianto accusatorio fosse confermato nel dibattimento, lasciano senza parole l’opinione pubblica e gettano grave disonore sulle istituzioni che devono rappresentare i cittadini e agire per la collettività con il massimo dell’onestà e sorrette da un fine pubblico improntato alla massima e necessaria trasparenza. Quello che il massimo rappresentante del governo nella provincia di Cosenza non ha fatto, venendo così meno ai più elementari doveri di rettitudine e probità che ci si aspetta da chi deve rappresentare le istituzioni e lo Stato ai massimi livelli
