
Attivista turca di 42 anni, Ebru Timtik, morta dopo 238 giorni di sciopero della fame
Dopo 238 giorni senza mangiare bevendo solo acqua zuccherata e infusi, è morta l'attivista turca Ebru Timtik che si batteva per difendere i casi politicamente delicata accusata invece di far parte di un'associazione terroristica
L’attivista Timtik dopo aver trascorso 238 giorni senza mangiare è morta ieri in un ospedale di Istanbul.
Lo scorso Febbraio ha deciso di fare lo sciopero della fame dopo essere stata accusata e condannata nel 2019 per far parte di un’organizzazione terroristica. Faceva parte invece, di un’Associazione di avvocati specializzati a occuparsi di risolvere casi politicamente sensibili.
La storia dell’attivista turca morta Timtik
Quarantadue anni, professione avvocato, facente parte di un’associazione che ha a cuore i casi politicamente sensibili, considerata terroristica, marxista- leninista radicale chiamata Dhkp-c, il Fronte Rivoluzionario della Liberazione Popolare e per questo arrestata .
Questa la storia dell’attivista turca Ebru Timtik, l’attivista per i diritti umani, morta ieri, dopo 238 giorni senza mangiare bevendo solo infusi, acqua e zucchero e vitamine .
Aveva deciso di iniziare lo sciopero della fame lo scorso Febbraio arrivando a pesare solo 30 kg, in quanto voleva un processo equo, dopo la condanna a 13 anni e 6 mesi di carcere per l’appartenenza a questa associazione perchè considerata terroristica”in quanto nel corso del tempo aveva commesso diversi attacchi .
La sua morte avvenuta per stenti in un ospedale di Istanbul dove era stata trasferita dal carcere, ha scatenato diverse polemiche e non è mancata la reazione neanche della Commissione Europea che ha espresso profondo rammarico e “lo sciopero della fame per un processo equo e il suo tragico epilogo mostrano dolorosamente la necessità urgente che le autorità turche affrontino in modo credibile la situazione dei diritti umani nel Paese e le gravi carenze rilevate nella magistratura turca” ha affermato il suo Portavoce.
Solo un mese fa il Tribunale si è rifiutato di scarcerare la donna nonostante ci fosse un referto medico in cui si attestava che le sue condizioni di salute non le permettevano più di restare in carcere. Nei mesi precedenti anche presso la Corte Costituzionale era stata depositata la stessa richiesta.
Anche i sostenitori di Emu Timtik hanno espresso il loro cordoglio e per manifestare la loro vicinanza hanno deciso di partecipare a un memorial davanti alla sede dell’associazione di cui lei faceva parte ma la polizia turca gli ha impedito di partecipare.
