
Ballottaggi: crollo dell’affluenza degli elettori -6%, domenica ha votato il 33,32%.
5 milioni gli elettori chiamati in 65 Comuni, si sceglie il sindaco anche a Roma, Torino e Trieste.
Affluenza ancora in calo: alle 23 di ieri era al 33,32%, 6% in meno del primo turno. Si vota per scegliere il sindaco di 65 comuni, tra cui 10 capoluoghi di provincia. Occhi puntati su Roma e Torino.
L’appuntamento elettorale coinvolge circa 5 milioni di elettori e interessa anche 10 capoluoghi, tra cui Roma, Torino e Trieste. Si vota per eleggere il sindaco, inoltre, a Varese, Savona, Latina, Benevento, Caserta, Isernia e Cosenza. Pur essendo entrato in vigore da ieri l’obbligo del Green pass, il possesso della certificazione verde non è richiesto per i componenti dei seggi normali (lo è invece per quelli ospedalieri e per la raccolta del voto domiciliare) ed i rappresentanti di lista accreditati, come indicato da un’apposita circolare del Viminale.
Hanno riaperto alle 7 i seggi elettorali per i ballottaggi alle comunali. Si voterà fino alle 15. Subito dopo avverrà lo spoglio delle schede.
Alle 23, alla chiusura della prima giornata di ballottaggi, ha votato il 30,87% a Roma. Al primo turno l’affluenza alla stessa ora era s1tata del 36,82%, dunque il calo di affluenza nella capitale è stato di oltre 6 punti percentuali. A Latina ha votato in questa prima giornata al ballottaggio il 39,80%; era andato a votare il 46,06% due settimane fa.
Si è chiusa con un’affluenza del 32,6% la prima giornata del ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco di Torino. Al primo turno era stata del 36,50%. “Una città che non va a votare è una città che rinuncia a lottare per il suo futuro. Questa non può essere Torino, dobbiamo combattere per ridare alla nostra città la voglia di credere che le cose possono cambiare”. Così, su Facebook, il candidato sindaco di Torino Bellissima e del centrodestra, Paolo Damilano, all’indomani del primo giorno di voto per il ballottaggio, che ha registrato un’affluenza del 32,61% nella rilevazione di ieri sera alle 23, alla chiusura dei seggi. “Non può essere il 40% dei torinesi a scegliere il sindaco – aggiunge – andiamo a votare, abbiamo tempo fino alle 15. Manca poco a cambiare le cose”.”
A Trieste su un totale di 184.489 elettori hanno votato in 57.902, pari al 31%; a San Vito al Tagliamento su un totale di 13.874 elettori hanno votato in 5.818, pari al 42%.
E’ del 32,83% la percentuale di elettori che, alle 23 di ieri, si sono recati alle urne nel primo giorno di voto del turno di ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco di Cosenza. In base ai dati diffusi dall’Ufficio Elettorale del Comune di Cosenza, infatti, su 57.158 aventi diritto al voto sono stati 18.763 i cittadini che hanno finora esercitato il loro diritto. In occasione del primo turno, alle 23 di domenica 3 ottobre, aveva votato, invece, il 47,97%, per un totale di 27.387 cittadini.
“Una città che non va a votare è una città che rinuncia a lottare per il suo futuro. Questa non può essere Torino, dobbiamo combattere per ridare alla nostra città la voglia di credere che le cose possono cambiare”. Così, commenta su Facebook, il candidato sindaco di Torino Bellissima e del centrodestra, Paolo Damilano, all’indomani del primo giorno di voto per il ballottaggio, che ha registrato un’affluenza del 32,61% nella rilevazione di ieri sera alle 23, alla chiusura dei seggi.
A Trieste su un totale di 184.489 elettori hanno votato in 57.902, pari al 31%; a San Vito al Tagliamento su un totale di 13.874 elettori hanno votato in 5.818, pari al 42%.
E’ del 32,83% la percentuale di elettori che, alle 23 di ieri, si sono recati alle urne nel primo giorno di voto del turno di ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco di Cosenza. In base ai dati diffusi dall’Ufficio Elettorale del Comune di Cosenza, infatti, su 57.158 aventi diritto al voto sono stati 18.763 i cittadini che hanno finora esercitato il loro diritto. In occasione del primo turno, alle 23 di domenica 3 ottobre, aveva votato, invece, il 47,97%, per un totale di 27.387 cittadini.
Un formale richiamo “ad applicare correttamente le norme in materia di trattamento dei dati personali degli elettori iscritti nelle liste di sezione” è stata inviata dal segretario comunale di Caserta, Salvatore Massi, ai presidenti di seggio impegnati nel ballottaggio per le elezioni amministrative, in cui si sfidano il candidato sindaco del Pd e centrosinistra Carlo Marino e il candidato di Lega e centrodestra Gianpiero Zinzi. La nota di Massi ha fatto seguito ad una segnalazione di alcuni rappresentanti di lista della coalizione di centrosinistra, che hanno lamentato alcune presunte irregolarità ai seggi commesse dai rappresentanti di lista del centrodestra che, col consenso di un presidente, avrebbero preso visione dell’elenco dei votanti per registrare chi ancora non era andato al voto. Nella nota Massi fa presente che non sono utilizzabili per rispetto della privacy e della tutela dei dati personali “i dati annotati nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Tali dati, se conosciuti, devono essere trattati con la massima riservatezza nel rispetto del principio costituzionale della libertà e della segretezza del voto, avuto anche riguardo alla circostanza che la partecipazione o meno ai referendum o ai ballottaggi può evidenziare di per sé anche un eventuale orientamento politico dell’elettore”.
