
Campania: 4 arresti per l’attentato a Sigfrido Ranucci
Arrestate in Campania quattro persone sospettate di aver effettuato l’attentato con l’esplosivo davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci. Gli inquirenti stanno cercando i mandanti, che hanno protetto gli esecutori tramite finanziamenti, finendo schede telefoniche e organizzando anche un’eventuale fuga all’estero.
Questa mattina all’alba, nelle province di Avellino e Napoli, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, insieme ai colleghi di altri comandi provinciali competenti, hanno eseguito quattro arresti, in seguito a ordinanza del Gip di Roma dietro richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettante persone accusate ora a vario titolo di minaccia, danneggiamento (aggravati da modalità mafiose), oltre a detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo.

Sigfrido Ranucci
I quattro, uno a domiciliari e tre in carcere, hanno tra i 22 e i 53 anni e sono residenti nei comuni di Avella, Cicciano e Nola. In particolare sono accusati di aver effettuato, come un vero e proprio commando, l’attentato nei confronti di Sigfrido Ranucci, giornalista del programma Report, piazzando l’ordigno esplosivo esploso davanti alla sua abitazione il 16 ottobre dello scorso anno.
Per gli inquirenti il gruppo ha agito su preciso mandato di terzi, ancora non identificati (ma le indagini sono ancora in corso) come “favore” e dietro compenso economico. I mandanti, a quanto pare, si sarebbero poi mossi in modo da garantire supporto per i quattro attentatori, tra cui assistenza legale, fondi economici, schede telefoniche, e persino aiutandoli a pianificare un’eventuale fuga all’estero.

Tra l’altro gli indagati (già con precedenti per droga e danneggiamento) sembra che abbiano cercato di ostacolare le indagini effettuando bonifiche continue, alla ricerca di microspie, distruggendo le schede telefoniche a mano a mano che venivano utilizzate, e concordando tra loro sistemi difensivi reciproci basati sull’omertà.
