Casteldaccia: 5 operai morti durante lavori nella rete fognaria

Casteldaccia: 5 operai morti durante lavori nella rete fognaria

Cinque operai sono morti per le esalazioni tossiche mentre lavoravano nella rete fognaria di Casteldaccia. Mattarella: “Ennesima strage inaccettabile”. Meloni “Sia fatta piena luce su questa tragedia”. Aperta un’inchiesta.

Ieri a Casteldaccia, in provincia di Palermo, cinque operai sono rimasti intrappolati nelle fogne di Casteldaccia mentre stavano eseguendo dei lavori. Due si erano recati a soccorrere i colleghi. Altri quattro sono sopravvissuti, ma in gravi condizioni.

Ci sono indagini in corso, posso dire solo che gli operai non avevano le maschere di protezione e quando li abbiamo recuperati erano già deceduti nonostante i tentativi del personale sanitario di rianimarli“, ha dichiarato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandre.

LA DINAMICA

Intorno a mezzogiorno di ieri tre operai della ditta Quadrifoglio Srl (che aveva vinto l’appalto dell’Amap, municipalizzata di Palermo) hanno sollevato un tombino nella statale 113, quella che collega il capoluogo siciliano a Casteldaccia, calandosi nel condotto fognario di cinque metri, una vasca interrata dell’impianto di sollevamento delle acque reflue, per effettuare dei lavori di manutenzione. Fatti pochi scalini, i tre si sono subito sentiti male perdendo i sensi.

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Non avendo loro notizie, altri due operai sono scesi nel condotto fino al solaio di cemento, ma si sono sentiti male a loro volta per le esalazioni di idrogeno solforato, presente in concentrazioni dieci volte sopra il limite consentito.

Un sesto operaio che si trovava all’esterno, intuito quel che era accaduto, s’è precipitato per soccorrerli. Ma subito dopo aver inalato le prime esalazioni è risalito in superficie, riuscendo a salvarsi (è uno dei quattro ricoverati gravi al Policlinico di Palermo).

Le vittime sono Epifanio Alsazia, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, Ignazio Giordano. “Se avessero indossato le maschere protettive non sarebbe successo”, sottolinea il comandante dei Vigili del fuoco.

Tra l’altro un giardiniere che stava lavorando nell’azienda vinicola Duca di Salaparuta, a pochi metri dal tombino, dichiara di avere sentito delle urla intorno a mezzogiorno e di essersi precipitato per capire cosa stesse succedendo. Tra l’orario indicato dall’uomo e la chiamata al 112 c’è un vuoto di 1 ora e 48 minuti.

Sergio Mattarella

Saputa la notizia, Sergio Mattarella, che si trova a New York, ha dichiarato “L’ennesima inaccettabile strage sul lavoro deve riproporre con forza la necessità di un impegno comune che deve riguardare le forze sociali, gli imprenditori e le istituzioni preposte“.

Intanto Ambrogio Cartosio, a capo della Procura di Termini Imerese, subito dopo aver raggiunto il luogo dell’incidente ha aperto una inchiesta, affidando le indagini alla Polizia, che a sua volta ha interrogato il direttore dei lavori e il responsabile per la sicurezza dell’Amap, oltre a interrogare i vari testimoni e raccogliere elementi nella sede della Quadrifoglio, a Partinico.

I vigili del fuoco hanno però escluso l’ipotesi di un cedimento strutturale del solaio, segnalata da alcuni dirigenti della Cgil che si sono subito recati nella zona. Nuccia Albano, assessore al Lavoro in Sicilia con una vasta esperienza come medico legale, ha dichiarato: “Ho visto i volti dei poveri operai, avevano un colore che mi ha fatto pensare a una intossicazione“.

Rimane da capire come sia stato possibile che operai esperti si siano calati in un condotto fognario senza indossare maschere. “È una cosa assurda, l’odore era tale che non è comprensibile perché non si siano protetti“, commenta il presidente dell’Amap Alessandro Di Martino, che si è subito recato nella zona dell’incidente, dove era presente anche il sindaco Roberto Lagalla.

Giorgia Meloni ha subito mandato un messaggio: “Alle famiglie delle vittime il mio profondo cordoglio, unitamente al sentimento di vicinanza verso il lavoratore che si trova attualmente nel reparto di rianimazione all’ospedale Policlinico di Palermo. Sia fatta piena luce su questa tragedia”.

Mentre scriviamo, questa mattina, è emerso anche che gli operai non avrebbero dovuto calarsi nel condotto. Il tipo di contratto stipulato tra Amap e Quadrifoglio srl prevedeva infatti che l’aspirazione dei liquami avvenisse solo dalla superficie attraverso un autospurgo. Questo spiegherebbe perché nessuna delle vittime indossava la mascherina né aveva il gas alert attivo (un macchinario che misura la concentrazione dell’idrogeno solforato) ma non chiarisce perché si siano calati nelle fogne.

Anche l’ipotesi che si sia rotto un tubo del gas è smentita dai vigili del fuoco, e rimane quella che gli operai abbiano potuto aprire una paratia che sarebbe dovuta restare chiusa. Il condotto, infatti, è a tenuta stagna in condizioni normali.

Antonio Di Salvo, titolare della Quadrifoglio Srl e socio di una delle cinque vittime (Epifanio Alsazia), appresa la notizia della morte dei suoi operai, sta rientrando in Sicilia dagli Stati Uniti, dove si era recato per il matrimonio di un familiare.

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