
Consulta, gli ermellini bocciano il referendum sulla legge elettorale voluto dalla Lega
L'Ira di Salvini: "È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone". Soddisfatti Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti che rilancia: "Un altro bluff di Salvini è caduto. Ora avanti per cambiare davvero l'Italia"
La Corte Costituzionale dice no al referendum voluto dalla Lega per abrogare le norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi e trasformare il sistema elettorale in un maggioritario puro (la foto è ripresa dall’ANSA).
Il referendum era stato proposto da 8 Consigli regionali (Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Liguria), tutti guidati dal centro-destra ma per gli ermellini è inammissibile perché “eccessivamente manipolativo“. “La richiesta e’ stata dichiarata inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della normativa di risulta“, spiegano dalla Consulta le cui motivazioni saranno depositate entro il 10 febbraio.
Una decisione questa presa a grande maggioranza dai giudici, ma che non è andata affatto giù a Matteo Salvini. “È una vergogna – ha detto – è il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica“.
La Consulta dice di no al referendum sulla legge elettorale.
È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e M5S sono e restano attaccati alle poltrone.
Ci dispiace che non si lasci decidere il Popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica.— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 16, 2020
Il leader della Lega non vuole arrendersi e dalla Calabria, dove si trova adesso, afferma: “Noi non ci arrendiamo, anzi rilanciamo e chiederemo agli italiani le firme per eleggere direttamente il Capo dello Stato“. Gli fa eco il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà che ribadisce la volontà di andare avanti “per superare il Rosatellum e dare al Paese una legge elettorale proporzionale con soglia alta che garantisca un sistema politico più coeso“.
Soddisfatti invece per la decisione della Consulta i leader dell’opposizione. “Seguiamo la strada del proporzionale affinché tutti i cittadini italiani siano effettivamente rappresentati in Parlamento“, ha commentato il capo politico del M5s Luigi Di Maio mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti su Twitter non ha perso occasione per scagliarsi ancora una volta contro il suo avversario politico: “Un altro bluff di Salvini è caduto. Ora avanti per cambiare davvero l’Italia“.

