
Decreto sull’utilizzo a posteriori del riconoscimento facciale. Le critiche dell’opposizione
Il Governo accelera per il decreto dul riconoscimento facciale da parte delle forze dell’Ordine. Mentre la maggioranza conferma la piena compatibilità con le norme europee, le opposizioni denunciano un contrasto con l’AI Act.
Ieri il Governo ha dato un’accelerata al Senato per lo schema del decreto legislativo che riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel riconoscimento facciale da parte della Polizia.
Pronta la reazione delle opposizioni, che in un dossier dei loro uffici legislativi sottolineano: “La raccolta preventiva di dati biometrici è incompatibile con il regolamento europeo” che non consente l’uso del riconoscimento facciale a posteriori “in modo non mirato, senza alcun collegamento con un reato“.

Le critiche riguardano soprattutto il fatto che il decreto “Ammette che la raccolta e la memorizzazione dei dati biometrici avvenga prima che un reato sia commesso, prima che esista un’indagine, prima che vi sia un sospettato” in modo che “Chiunque acceda a luoghi o eventi in relazione ai quali si registrano esigenze di ordine pubblico, come stadi, stazioni, piazze durante manifestazioni o concerti, vede i propri tratti biometrici acquisiti, elaborati e conservati per sette giorni in un archivio locale. Si ammette la costituzione di un archivio di volti, orari e luoghi costruito in via anticipatoria su una platea indifferenziata di cittadini che non sono sospettati di alcunché”.
A settembre l’Unione europea dovrà valutare la norma italiana. Ma già ora, confrontando l’atto che disciplina l’uso dell’IA in questi casi, emergono dei contrasti, due in particolare: il primo è la norma che prevede che gli agenti di Polizia, in casi urgenti come terrorismo, minacce alla vita e all’incolumità dei cittadini, vittime di sequestro di persona o tratta sessuale e persone scomparse, possano ottenere tramite “comunicazione, anche in forma orale” al pubblico ministero, l’autorizzazione per l’uso dei dati biometrici giàraccolti con l’intelligenza artificiale. Saltando completamente il via libera del Gip.

Giorgia Meloni
La seconda norma, la più criticata, prevede che per indagare sulla condotta di una persona indiziata per un reato presunto, i sistemi di videosorveglianza possano, a posteriori, essere integrati da tecnologie di intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale. Inoltre, con questo decreto sarà possibile anche raccogliere preventivamente e conservare per sette giorni i dati biometrici di tutti i cittadini che si trovano in un luogo dove possa verificarsi un’emergenza di ordine pubblico (ad esempio le piazze dove si svolgono manifestazioni).

Alessio Butti
Il Governo respinge le accuse di incompatibilità con il diritto europeo. Come spiega Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica nel governo di Giorgia Meloni: “Il testo del decreto legislativo all’esame del Parlamento è sostanzialmente conforme all’AI Act, perché traduce le condizioni europee di liceità, necessità, proporzionalità, controllo umano e autorizzazione preventiva in norme nazionali. Il decreto non introduce nuove deroghe al divieto europeo di identificazione biometrica remota in tempo reale, limita gli impieghi a finalità tassativamente individuate e subordina il loro utilizzo ad autorizzazioni motivate e a controlli giudiziari. Inoltre, distingue tra identificazione in tempo reale e a posteriori e garantisce un’effettiva supervisione umana da parte di personale adeguatamente formato”, aggiunge Butti, che sottolinea: “La parola ora spetta al Parlamento. Come governo siamo sempre aperti a migliorare le norme. Valuteremo con attenzione i pareri delle commissioni”.
