
Ecuador: ucciso il candidato alle presidenziali Fernando Villavicencio
Fernando Villavicencio, candidato alle presidenziali in Ecuador, è stato assassinato nel corso di una campagna elettorale. Ferite altre nove persone. La rivendicazione del gruppo criminale Los Lobos.
Uno dei candidati al ruolo di presidente dell’Ecuador, il giornalista e attivista politico Fernando Villavicencio, è stato ucciso a colpi di pistola al termine di un suo comizio elettorale nella capitale Quito, mentre stava risalendo sulla sua auto. Nell’attentato sono rimaste ferite anche nove persone, tra cui due poliziotti e una candidata al Parlamento.
Nel corso dell’operazione di polizia, seguita all’attentato, sono state arrestate sei persone, forse coinvolte nell’omicidio, tra cui un uomo rimasto ferito durante gli scontri contro le forze dell’ordine.
La conferma della morte di Villavicencio è stata diffusa dalla Clinica De La Mujer, dove il candidato era stato trasportato in emergenza subito dopo l’attentato. La salma è stata poi trasferita nell’obitorio dell’istituto per l’autopsia.

Fernando Villavicencio
Villavicencio era candidato con il suo movimento, Build Ecuador, intenzionato a sradicare la corruzione dal suo paese. Subito dopo l’attentato il presidente uscente, Guillermo Lasso, ha dichiarato lo stato di emergenza per due mesi e il lutto nazionale per tre giorni: “Le Forze armate si mobiliteranno in tutto il territorio nazionale per garantire la sicurezza dei cittadini, la tranquillità del Paese, le elezioni libere e democratiche del 20 agosto”.
“Sono indignato e scioccato dall’assassinio del candidato alle presidenziali Fernando Villavicencio. La mia solidarietà e le mie condoglianze alla moglie e alle figlie. Per rispetto alla sua memoria e alle sue battaglie, vi assicuro che questo crimine non resterà impunito” continua Lasso dal suo profilo Twitter “Il crimine organizzato si è spinto troppo in là, ma su di loro si abbatterà tutto il peso della legge“.

L’assassinio di Villavicencio ha provocato la reazione unanime degli altri candidati, anche dell’opposizione, alcuni dei quali hanno persino sospeso la loro campagna elettorale. La candidata Luisa Gonzalez in particolare, favorita nei sondaggi nel partito dell’ex presidente Rafael Correa, ha dichiarato che l’omicidio del suo avversario politico è “Un lutto per tutti”. Otto Sonnenholzner, candidato centrodestra, ha condannato l’atto dei Los Lobos, dichiarando che “Il Paese è sfuggito di mano“, mentre Yaku Peréz, candidato per il movimento Pachakutik, afferma che “L’Ecuador non merita nessun’altra morte. È il momento di unirci e recuperare la pace“.
Immediata anche la reazione di Michael J. Fitzpatrick, ambasciatore USA in Ecuador, che ha definito Villavicencio “Un combattente contro i criminali corrotti e drogati che hanno fatto tanti danni all’Ecuador”.
L’attentato è stato rivendicato dall’organizzazione criminale Los Lobos, legata al cartello dei narcotrafficanti di Jalisco, direttamente dal suo profilo Twitter, dove dichiara di essere pronta ad attaccare anche altri politici, in particolare Jan Topic, che Los Lobos ha minacciato con un “Sarai il prossimo“. Lo stesso Villavicenzio, di recente, aveva denunciato di aver ricevuto minacce da parte di osé Adolfo Macías Villamar, detto “Fito”, un leader del cartello di narcotrafficanti Los Choneros.
Nonostante lo stato di emergenza, le elezioni presidenziali in Ecuador si terranno il 20 agosto prossimo, con un massiccio dispiegamento di militari, voluto da Guillermo Lasso per garantire la sicurezza.
