
Esplode il caso Ama. Bagnacani accusa Virginia Raggi di pressioni per chiudere il bilancio in rosso
L’ex amministratore delegato presenta un esposto alla Procura di Roma. "Dissi no alla modifica e lei mi licenziò”. La Raggi non è indagata ma Salvini chiede le dimissioni. Di Maio la difende. Il Pd occupa il Campidoglio
Spinto a portare in rosso i conti dell’Ama, l’azienda che a Roma si occupa anche dei rifiuti. La denuncia arriva dall’ex amministratore delegato e presidente di Ama Lorenzo Bagnacani (la foto è de Il Messaggero), licenziato in tronco da Virginia Raggi a febbraio scorso. Bagnacani ha presentato un esposto alla Procura di Roma che chiama in causa la sindaca in prima persona. “La Raggi avrebbe esercitato pressioni indebite su di lui e sull’intero cda dell’azienda – si legge nelle anticipazioni pubblicate sul sito de L’Espresso – finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”. Secondo quanto sostiene Bagnacani quindi la sindaca avrebbe “spinto il manager a togliere dall’attivo dell’azienda crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili, con l’unico obiettivo di portare i conti di Ama in rosso”.
A sostegno delle sue dichiarazioni, l’ex numero uno di Ama avrebbe allegato all’esposto alcuni audio contenenti colloqui tra lui, Virginia Raggi e altri dirigenti comunali, oltre a centinaia di conversazioni a due fatte con la sindaca su Telegram e WhatsApp. “Lorenzo, devi modificare il bilancio come chiede il socio… se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare, anche se loro dicono che la luna è piatta”, dice la prima cittadina in una registrazione. Poi in un incontro con Bagnacani del 26 novembre 2018 la Raggi si mostra particolarmente preoccupata. “Roma è praticamente fuori controllo, i sindacati fanno quel cazzo che vogliono, i romani si affacciano e vedono la merda – si sente in un altro audio. – In alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenete bene… cioè non c’è modo, non c’è modo. Allora… ai romani gli dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, cioè mettiamo la città a ferro e fuoco, altro che gilet gialli”. Immediata è stata la replica del Campidoglio. “Non s’è stata nessuna pressione ma la semplice applicazione delle norme – si legge in una nota. – Il bilancio proposto da Bagnacani violava le norme e avrebbe garantito premi ad ad e dirigenti. Non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla Giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l’assessore al Bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l’assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall’ex ad. Più volte nel corso dello scorso anno Roma Capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama”. Il Campidoglio ha comunque fatto sapere che Virginia Raggi non è indagata, in quanto il mancato riconoscimento del credito non configura l’ipotesi di falso in bilancio, che al contrario sussiste in caso di conti gonfiati. La stessa Virginia Raggi si è lasciata andare ad un lungo sfogo su Facebook. “Molto rumore per nulla. Indagano il governatore dell’Umbria Catiuscia Marini per concorsi truccati nella sanità; il sottosegretario della Lega Armando Siri per una presunta tangente di 30 mila euro tra Sicilia e Liguria; il segretario del Pd e Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, per finanziamento illecito…ma parlano di me – scrive. – Parlano di audio rubati in cui dico quello che direbbe qualsiasi altro cittadino di Roma: me la prendo duramente con l’ex amministratore delegato dell’Ama perché ci sono i rifiuti in strada e non lo posso accettare. Uso parolacce ma non me ne vergogno perché sono incazzata quando vedo chi pensa a prendere i premi aziendali piuttosto che a pulire la città. Perché questo è quello che si ascolta in quegli audio. Nessuna pressione, ma solo tanta rabbia per chi non ha fatto bene il lavoro per il quale era pagato. Si pretendeva che approvassi un bilancio con il quale i dirigenti di Ama avrebbero avuto centinaia di migliaia di euro in più”.
Ma l’opposizione in Campidoglio non ha intenzione di far passare sotto gamba il nuovo caso esploso sull’Ama e addirittura gli eletti del Pd hanno occupato gli scranni della giunta e della sindaca, esponendo cartelli con su scritto: “Dimettiti, “Raggi a casa”, “Vogliamo spiegazioni”. Dura la reazione di Salvini secondo cui Virginia Raggi non è più adeguata a fare il sindaco. “Se il sindaco della città più importante d’Italia dice che i romani fuori dalla finestra vedono la merda e che ha la città fuori controllo è un giudizio politico il mio. Non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro lo faccia”, ha detto nella trasmissione Porta a Porta. Luigi Di Maio invece la difende. “Vedo che la Lega è un po’ nervosa – ha detto Di Maio – e ha usato questa ripicca contro la Raggi. Ma la Raggi non è indagata e non c’è nessuno scandalo: in quell’audio la sindaca diceva al capo della società che si occupa dell’immondizia a Roma che non poteva aumentare la Tari ai cittadini perché i cittadini vedono la devastazione dei rifiuti in città”.
