Favara: ucciso da un killer l’ex presidente comunale Salvatore Lupo

L’ex presidente del consiglio comunale di Favara è stato ucciso oggi con tre colpi di pistola in un bar. L’assassino ha agito a volto scoperto. Gli inquirenti escludono la pista dei regolamenti di mafia.

Secondo le prime ricostruzioni Lupo è entrato in un bar nel centro di Favara, in Agrigento, dopo aver parcheggiato la sua Porsche Macan in via IV settembre, chiedendo di poter usare il bagno. Appena uscito dal locale è stato raggiunto da una persona che, a volto scoperto, lo ha ucciso con tre colpi di pistola. La velocità e la precisione dell’omicidio, l’utilizzo di un’arma pesante come un revolver calibro 38 e la freddezza del killer fanno pensare che si sia trattato di un professionista.

Subito sono stati attivati i rilievi in via IV novembre, dove si sono recati anche i PM Maria Barbara Cifalinò e Paola vetro, e si stanno ascoltando i vari testimoni. Da parte sua il barista, che ha assistito all’intera scena, è ancora sotto choc e non riesce a fornire elementi utili alle indagini.

Legato agli ambienti del Centro destra e imprenditore nel settore delle dimore per accogliere anziani, Salvatore Lupo venne eletto consigliere comunale nel 2011 e presidente del consiglio comunale nel 2015 dopo le dimissioni di Leonardo Pitruzzella.

Nel 2016 venne indagato nel corso di un’inchiesta sui maltrattamenti psicologici e fisici nei confronti di alcuni minori affidati a una comunità di Licata. Per questa storia Lupo era stato rinviato a giudizio il 20 maggio di quest’anno insieme ad altri 7 imputati.

L’anno successivo venne poi arrestato, insieme alla moglie, nel corso dell’inchiesta “Stipendi dimezzati”. Secondo le accuse dell’epoca, a una ventina di dipendenti della cooperativa sociale Suami Onlus, di cui Salvatore Lupo era amministratore unico, venivano accreditati gli stipendi su un normale conto corrente, dal quale poi Lupo, tramite carte bancomat intestate agli stessi dipendenti, provvedeva a prelevare la metà degli accrediti.

Favara non è nuova a episodi di violenza. Nel 2018 fu al centro di una faida tra Belgio e Sicilia per il controllo del traffico di droga, una storia che nel giro di pochi mesi portò a due omicidi compiuti e altrettanti tentati. L’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo permise poi di ricostruire lo scenario in cui era maturata la faida, che coinvolgeva alcune cosiddette “Famigghiedde” (piccoli gruppi sciolti di pregiudicati disposti a tutto pur di avanzare nella gerarchia criminale) legate a Cosa nostra.

Va detto che il nome di Salvatore Lupo non è mai stato coinvolto in storie di criminalità organizzata, al punto che, indagando sull’omicidio di oggi, gli inquirenti hanno escluso al momento un regolamento di conti tra clan: l’inchiesta dell’omicidio di Lupo è infatti nelle mani della Procura di Agrigento, diretta da procuratore capo Luigi Patronaggio, e non in quelle della Direzione distrettuale di Palermo.

I carabinieri stanno esaminando anche i video delle telecamere di sorveglianza, oltre a effettuare perquisizioni, e si concentrano soprattutto sulla vita personale di Lupo e sulle sue condizioni finanziarie. Sembra infatti che l’ex presidente comunale avesse problemi sia economici sia famigliari.

Anna Alba, che fino al 4 agosto scorso è stata il sindaco di Favara, alla notizia dell’omicidio ha dichiarato che “La comunità è sotto choc per quanto accaduto oggi pomeriggio. Sembra di essere tornati agli anni Novanta, quando i killer colpivano in pieno centro. Speriamo davvero che questo omicidio non segni un drammatico ritorno al passato. Lupo era un giovane solare, sempre sorridente, era soprattutto padre di due figli“.

 

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