Fiducia larga per Mario Draghi in Senato, oggi il voto alla Camera

Fiducia larga per Mario Draghi in Senato, oggi il voto alla Camera

L'ancoraggio all'Europa è una necessità per l'ex presidente della Bce. "Non c'è sovranità nella solitudine", afferma Draghi in uno dei passaggi più articolati del suo intervento

Al via nell’Aula della Camera il dibattito sulla fiducia al governo Draghi.  La discussione generale andrà avanti fino alle 12, quando sarà sospesa fino alle 13.30 per la sanificazione dell’Aula. Riprenderà dalle 13.30 e andrà avanti fino alle 16. Nuova pausa per la sanificazione fino alle 18 e poi la replica del presidente del Consiglio. Le dichiarazioni di voto saranno dalle 18.30 alle 20, quando avrà inizio la chiamata per la votazione di fiducia.

Oggi alle 20 il voto alla Camera, slittato di due ore rispetto al primo appuntamento per ragioni di diretta tv sollevate da diversi gruppi.

“L’unità non è un’opzione, è un dovere”. Richiama al senso di “responsabilità nazionale”,- afferma – Mario Draghi nel suo intervento programmatico alle Camere.

L’euro come scelta “irreversibile”, lo sguardo rivolto al futuro e ai giovani, la lotta al virus, l’ambiente (che si lavora per mettere in Costituzione), sono alcuni tra i temi fondanti del discorso. L’ex presidente della Bce pone come ancoraggio, in politica estera, l’Europa e l’Alleanza Atlantica. Con la Russia e la Cina la porta del dialogo resta aperta ma Draghi mette sul tavolo le “preoccupazioni” per il mancato rispetto dei diritti umani.

L’ancoraggio all’Europa è una necessità per l’ex presidente della Bce: “Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo – dice in uno dei passaggi più articolati del suo intervento – nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere”. L’Aula apprezza.

“Pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco sono in cima alla lista – prosegue nel suo interento, Draghi. E poi  c’è il Recovery. I 210 miliardi a disposizione sono un’occasione da non perdere e su questo concordano da sempre tutti. Ma come renderli davvero utilizzabili è la domanda a cui è più difficile rispondere. La governance – elemento scatenante della crisi del Conte II – sarà nelle mani del ministero dell’Economia, in raccordo con i colleghi. Il Parlamento, che ha ora all’esame l’ultima bozza messa a punto dal precedente esecutivo e che è invitato a fare in fretta”.

Infine , altro tema molto a cuore a Draghi, la scuola :”La scuola deve riaprire, i giovani – hanno il diritto di recuperare il tempo perso. Come insegna Cavour, avverte però il premier, l’imporsi dell’emergenza non esclude la necessità tuttavia, di fare le riforme”- avverte Draghi.

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