Francia: proteste di insegnanti e studenti in piazza

Francia: proteste di insegnanti e studenti in piazza

Studenti e insegnanti francesi sono tornati in piazza per protestare contro l’abbandono dell’istruzione pubblica da parte del Governo. I numeri sono alti: per le stime dei sindacati che si sono uniti ai cortei sono 450mila i manifestanti in tutto il Paese, di cui 100mila nella sola Parigi. Le autorità parlano invece di 256mila nel paese e oltre 50mila nella Capitale. Numeri comunque alti.

La protesta è ormai arrivata alla sua terza giornata di mobilitazione su tutto il territorio francese, e coinvolge oltre 900 istituti da Nord a Sud, da Lione a Tolosa, passando per Marsiglia e Nantes. Non sono mancate le tensioni: dall’inizio delle manifestazioni la polizia ha interpellato più di 6mila persone, con scontri ci sono stati a Parigi, Strasburgo e Lione.

Sebastien Lecornu

La tensione è aumentata quando a Lens, nel nord della Francia, uno studente ha avuto la mano mozzata dall’esplosione di una granata “sting-ball” usata dalla polizia. Mentre a nord della capitale francese un agente è indagato per lesioni gravissime dopo che un ragazzo ha perso un occhio.

Mentre si svolgevano le proteste, il premier francese Sébastien Lecornu all’Assemblea nazionale ha annunciato la sospensione delle lezioni nei licei di Francia fino al fine settimana, con lo scopo di organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti e gli insegnanti.

Emmanuel Macron

Come sottolinea Lecornu, rivolgendosi ai deputati: “A partire da domani mattina (oggi, ndr), da giovedì o venerdì, è prevista una completa sospensione delle normali attività didattiche per consentire ai dirigenti scolastici e a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna del liceo”. Da parte sua, Emmanuel Macron ha riunito ieri alcuni ministri per fare il punto sulla situazione.

La portavoce dell’Union Étudiante, Sabrine Kharbach, ha dichiarato: “Non smetteremo finché non ci saranno 10 miliardi sul tavolo. Chiediamo di poter mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell’anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile. Chiediamo soprattutto, di smetterla con il disprezzo” da parte delle istituzioni.

Jean-Luc Mélenchon

A protestare a Parigi sostenendo studenti e insegnanti c’è anche il leader de la France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, che sottolinea: “State facendo qualcosa di incredibile e non ve ne rendete conto. È il più potente movimento giovanile che abbiamo visto da 50 anni a questa parte e nessuno è in grado di dire che avete torto perché avete ragione”, esortando poi gli studenti alla prudenza.

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