Genova, il Ponte Morandi domani sparirà

Genova, il Ponte Morandi domani sparirà

In 6 secondi cadranno le pile 10 e 11 per l'esplosione di oltre una tonnellata di dinamite. Autostrada chiusa dalle 7 alle 22. Polemiche sulla possibilità di presenza di polveri

Domani mattina il Ponte Morandi di Genova non esisterà più. Alle 9, nel giro di 6 secondi, cadranno le pile 10 e 11 per l’esplosione di oltre una tonnellata di dinamite. 20 mila metri cubi di calcestruzzo e acciaio finiranno a terra ma il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci ha annunciato che non sarà un collasso: le due pile si piegheranno una verso l’altra, in maniera controllata grazie alla sequenza ravvicinata di deflagrazioni e poi cadranno a terra in grossi pezzi. Le vibrazioni avranno durata brevissima e saranno limitate.

In teoria il rischio amianto è scongiurato per i carotaggi effettuati, che ne hanno escluso la presenza oltre i limiti di legge. Resta il timore per le polveri sollevate dall’esplosione ma per il primo cittadino la loro diffusione sarà mitigata da decine di vasche, poste sopra e sotto l’impalcato, che solleveranno un muro d’acqua alto 50 metri. Nonostante queste precauzioni le polemiche non mancano. “Pensare di risolvere così il problema ci sembra poco più di una presa in giro”, ha commentato Enrico D’Agostinopresidente del Comitato liberi abitanti di Certosa, che ha sottolineato come a preoccupare di più siano le Pm1, polveri ultrafini che “gli strumenti a disposizione di Arpal non sono in grado di rilevare“.

Intanto la protezione civile regionale, guidata dall’assessore Giacomo Giampedrone, ha preparato 5000 bottiglietta d’acqua che verranno distribuite agli automobilisti nel caso si dovessero verificare chiusure e code in conseguenza di alcune fasi della demolizione. L’autostrada A7 Genova-Milano, tra l’allacciamento con la A12 e la barriera di Genova Ovest, sarà chiuso dalle 7 alle 22. Circa 500 persone con problemi e donne incinte lasceranno le loro case già da stasera. Oltre 3400 persone saranno invece sfollate dalle 5.30 di domani. Per loro sono stati messi a disposizioni buoni pasti e strutture dove passare la giornata. Se non ci saranno inconvenienti tutti potranno rientrare a casa alle 22.

Domani sarà una giornata difficile non solo per la città ma anche per il porto, che rischia la paralisi ed il caos. “Cinque mila camion, 300 spedizionieri, tre mila dipendenti di queste aziende e tutti i terminalisti avranno un’operatività fortemente condizionata – ha commentato Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi. – Difficile quantificare, ma non c’è dubbio che lo sforzo sarà rilevante per tutti gli operatori e penso che sul campo lasceremo qualche milione di euro di costi” .

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