Il governo ad un bivio. Martedì in aula la resa dei conti

Il governo ad un bivio. Martedì in aula la resa dei conti

Martedì in aula al Senato per Giuseppe Conte arriva la resa dei conti. Solo allora sapremo se Matteo Renzi avrà vinto la partita e se il governo vedrà la sua fine. Dopo solo le elezioni sono la via maestra

Se c’è una cosa che bisogna riconoscere a Giuseppe Conte, questa è senza dubbio l’innata abilità al trasformismo sfrenato e veloce, che nemmeno il bravo e abile Arturo Brachetti è capace a mettere in scena. Il presidente del Consiglio, da giorni è alle prese con una anomala crisi di governo che Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha creato ritirando le sue ministre Bellanova e Bonetti dall’esecutivo, continua la sua opera di accattonaggio per racimolare qualche voto utile alla sua sopravvivenza. Bisogna riconoscere che questa volta il senatore di Pontassieve, almeno fino ad ora, ha mantenuto la line della opposizione ad un esecutivo ormai agonizzante, ma che da più parti si vuol tenere in vita. Martedì ci sarà alla camera e poi al Senato, la prova del nove che vedrà se veramente, Renzi riuscirà a buttare giù il suo “nemico”, oppure con un mirabolante tocco di magia, Conte riuscirà a tirare a campare grazie ai voti di qualche senatore traditore. Ora lo scenario che si prefigura è una terna fra un governo Conte ter, un governo di coalizione nazionale oppure le elezioni prima dell’estate. Sono giorni che i rumors fanno circolare la notizia che l’inquilino del colle piì alto di Roma, il Quirinale, ha detto “apertis verbis” a Conte che in caso di maggioranza risicata o impossibilità di far nascere un nuovo governo, la via maestra sarà il voto. Un governicchio di unità nazionale, che tradotto in parole povere è un’ammucchiata di vari partiti, ci appare molto lontana e impraticabile, stante la ferma e tenace opposizione della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che già dallo scorso anno chiede il ritorno al voto. Premesso che questo esecutivo è nato grazie anche alle pressioni internazionali, da parte dell’Unione Europea con la signora Angela Merkel quale figura chiave, non ci sembra più possibile avere in un momento critico come quello attuale un governo che traballa e che ha di fatto chiuso il paese , condannando a morte diverse attività produttive, in nome di un virus che ha il 3% di letalità. Le elezioni sono la via maestra per uscire dalle sabbie mobili, e dopo questo “annus horribilis” appena trascorso, gli italiani devono riappropriarsi della loro sovranità esprimendo con una croce sulla scheda elettorale l’idea e la volontà di cambiamento. Nessuno può sopravvivere sulla sofferenza e la fine degli altri

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