Il premier Conte lancia un ultimatum a Di Maio e Salvini: “Basta con i litigi o mi dimetto”

Il premier Conte lancia un ultimatum a Di Maio e Salvini: “Basta con i litigi o mi dimetto”

Il presidente del Consiglio parla del futuro del governo dopo le elezioni europee. Difende l’operato dell’esecutivo ma chiede la collaborazione dei suoi vice premier. Entrambi rispondono di voler continuare per cambiare il Paese. Zingaretti replica: “Conte ha finalmente ammesso la paralisi”. Berlusconi invita il premier a dimettersi e Giorgia Meloni chiede risposte concrete

Giuseppe Conte non intende più assistere ai continui litigi che stanno perennemente animando M5S e Lega (la foto è ripresa da Panorama). Chiede chiaramente ai due vicepremier di smetterla con le provocazioni, altrimenti è pronto a dare le sue dimissioni da presidente del Consiglio: “Non mi presterò in nessun modo a vivacchiare per proseguire la mia presenza qui a Palazzo Chigi. Se i comportamenti non fossero coerenti e conseguenti, con la trasparenza e lealtà con cui uniformo sempre la mia azione dimetterò il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, verso cui provo una profonda stima e gratitudine per il sostegno e i consigli. È compito delle forze politiche decidere: chiedo una risposta chiara, inequivocabile e rapida”. Conte aveva più volte annunciato di voler parlare del futuro del governo ed il tanto atteso discorso è finalmente avvenuto ieri pomeriggio dalla Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio difende l’operato del suo governo in cui ha adottato “misure per rispondere soprattutto alle esigenze sociali dei cittadini, da quota cento al reddito di cittadinanza” ma molto altro ancora deve essere fatto e per questo chiede una leale collaborazione: “Dobbiamo preservare il patrimonio di fiducia che voi tutti ci avete concesso – dice rivolgendosi direttamente agli italiani. – Vi assicuro che sarà il governo del cambiamento fino all’ultimo giorno. Non posso essere certo della sua durata, ma posso garantirvi che fino all’ultimo sarà il governo del cambiamento, per la trasparenza e la chiarezza di intenti. La premessa necessaria per agire in questa direzione è racchiusa in una formula chiave: leale collaborazione. Tra le forze politiche e parlamentari della maggioranza e dei membri del governo”. E lancia una stoccata ai suoi due vice premier: “Il mio motto è sobri nelle parole e operosi nelle azioni. Ma se continuiamo nelle provocazioni per mezzo di veline quotidiane, nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare. I perenni costanti conflitti comunicativi pregiudicano la concentrazione sul lavoro. Basta alle ingerenze dei ministri in aree non di loro competenza”.

I due litiganti

Immediata la risposta di Salvini, forte degli ultimi risultati elettorali alle Europee: “Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche ed insulti, e gli Italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica scorsa – ha scritto su Facebook. – Noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c’è”.
Anche la risposta di Luigi Di Maio non tarda ad arrivare: “Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica di maggioranza e ha sempre sostenuto questo Governo – ha scritto anche lui su Facebook. – Lo abbiamo sempre fatto lealmente e crediamo che ci sia ancora tanto da fare e soprattutto un contratto da rispettare. Noi siamo leali, vogliamo metterci subito a lavoro e crediamo che i fatti siano la migliore risposta in questo momento”. Di Maio chiede un vertice di governo per parlare di flat tax, salario minimo orario per i lavoratori italiani e di aiuti alle famiglie che fanno figli, ma avverte: “chiedo finiscano gli attacchi ai ministri del Movimento 5 Stelle, rispettando il lavoro di ognuno e, siccome nel contratto c’è ancora tantissimo da fare, non è certamente il momento per proporre temi divisi. Questa è l’unica maggioranza possibile e che può servire meglio il Paese. Andiamo avanti con lealtà e coerenza. Dobbiamo cambiare ancora tante cose”.

I commenti degli altri esponenti politici

Dall’opposizione parla il leader del Pd Nicola Zingaretti che attacca: “Conte ha ammesso la paralisi, il disastro e il fallimento del suo governo che noi denunciamo da settimane. Gli italiani stanno pagando cara questa situazione con lo spread che oscilla tra 289 e 290 punti. Stiamo bruciando milioni di euro ogni giorno”.

Anche Silvio Berlusconi dice la sua: “È inaccettabile che invece di confrontarsi con i suoi due vicepremier direttamente Conte abbia indetto una conferenza stampa. Non c’è crescita, non c’è sviluppo, sale la disoccupazione. Chiediamo a Conte di prendere atto della situazione e di farsi da parte per creare un governo che sia espressione vera della volontà degli italiani”.

Dal canto suo Giorgia Meloni chiede risposte concrete. “Conte e i partiti di maggioranza, se intendono essere credibili nella loro esperienza, dicano come intendono impedire l’aumento di IVA e accise e dove pensano di trovare i 40 miliardi necessari per la legge di Bilancio, al netto delle priorità che i partiti di maggioranza hanno elencato negli ultimi giorni – scrive su Facebook. – Questo interessa agli italiani, non i giochi di palazzo”.

 

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