
Il senato respinge l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini. Esulta il leader della Lega
Il Senato ha respinto la richiesta all'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, vince il leader della Lega e perde la sinistra buonista che vuole un'Italia di immigrati
Ieri al Senato è andata in onda l’ultima puntata della “querelle” giudiziaria che ha visto contrapposti per alcuni mesi l’attuale Ministro dell’Interno Matteo Salvini i giudici del tribunale di Catania sul caso ormai più che noto della nave “Diciotti”. Anche nel secondo e ultimo round, il Ministro dell’Interno ha vinto , e ha vinto contro il disperato bisogno della stampa di sinistra e dei “buonisti” di vederlo alla gogna o magari, come molti si auguravano in qualche cella del carcere italiano. Ma, per loro sfortuna, e per buona sorte di Salvini, le cose sono andate in modo molto diverso, così oggi possiamo dire che abbiamo il leader della Lega salvo e assolto da reati inesistenti contestati da magistrati senz’altro di sinistra, che orfani dell’azione di governo a guida PD, in primis quello di Renzi e Gentiloni,sono dovuti uscire allo scoperto e andare allo scontro con l’attuale governo in merito ala linea seguita per la lotta al traffico di esseri umani e immigrazione clandestina. Ripercorriamo a grandi linee la ormai arcinota storia del presunto “sequestro” della nave “Diciotti”, al centro dell’inchiesta giudiziaria armata e condotta in prima persona dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio che alla fine non ha potuto far altro che arrendersi all’evidenza mentre un altro procuratore capo della Repubblica , quello di Catania Carmelo Zuccaro, ottimo e inflessibile magistrato,non ha messo sotto accusa non il Ministro Salvini ma gli scafisti e Ong conniventi nel traffico di esseri umani. Ora preme ricordare e riaffermare un principio sacrosanto e caposaldo di ogni ordinamento liberale e democratico, ovverosia quello della sovranità di un paese che nella sua più estesa accezione si esplica non solo nella piena scelta dell’autodeterminazione dei popoli ma nella scelta più idonea nel governare il proprio paese, quindi anche per diretta conseguenza di scegliere il tipo di politiche dell’immigrazione da fare, senza subire nessun condizionamento esterno o diktat da parte di altri poteri dello stato. Perchè, cari lettori e cittadini, ricordo a questi magistrati di sinistra o comunque afferenti a quell’area ideologica, che nell’ordinamento costituzionale esiste la separazione dei poteri sancita nel famoso libro ” L’Esprit De Lois” del noto ed eccelso Montesquie, che esprime appunto il concetto che i poteri dello Stato sono tre, ovverosia legislativo, esecutivo e giudiziario, e che ognuno di essi ha la sua funzione da esercitare ma senza che uno entri nel campo dell’altro. Per i motivi addotti, quindi, le politiche sull’immigrazione sono di esclusivo pertinenza del governo e in particolare del Ministro dell’Interni, pertanto nessun magistrato può e deve interferire con la scelta di essa. uno stato libero e sovrano ha il diritto e anche il dovere di decidere chi entra e chi no, nel proprio territorio, senza che questo sia messo sotto il giudizio di qualche pubblico ministero di parte avversa a quella dell’esecutivo. La magistratura ha la funzione di repressione dei reati deve farlo con serietà e fermezza. Detto questo, facciamo gli auguri di buon lavoro al Ministro Matteo Salvini, lo esortiamo a continuare su questa linea che fino ad ora si è dimostrata vincente, e ci auguriamo che il potere giudiziario applichi la legge e non diventi nemico in casa del governo. Gli scafisti non vorrebbero che questo. Noi no.
