La Francia chiude i confini nazionali per paura dell’invasione di combattenti islamici dalla Libia

La Francia chiude i confini nazionali per paura dell’invasione di combattenti islamici dalla Libia

La Francia chiude i confini nazionali per paura dell’invasione di combattenti islamici. È questa la decisione di una delle maggiori nazioni multietniche europee. Il provvedimento preso dal presidente francese, Emmanuel Macron già nel 2017, riguardava tutti gli immigrati cosiddetti “economici”, ma non i rifugiati politici. Macron spiegava a quei tempi che la politica migratoria europea aveva bisogno di una completa riorganizzazione e che accogliere i richiedenti asilo non voleva dire lasciare aperte le frontiere in maniera indistinta.
Oggi, a distanza di due anni, la Francia conferma la chiusura delle frontiere italiane per altri sei mesi per paura dell’invasione di combattenti islamici provenienti dalla Libia. La disposizione è stata resa pubblica durante il vertice del G7 del 4 e 5 aprile scorsi in cui i ministri degli Interni e in particolar modo quello francese, Christophe Castaner e quello italiano, Matteo Salvini, si sono confrontati su argomenti di prim’ordine, quali la sicurezza europea, la lotta all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al cyber-jihadismo e alla criminalità ambientale.
Il ministro francese, si è infatti trovato d’accordo con le considerazioni di Salvini sulle ong definendole “complici dei trafficanti di esseri umani”, specificando che il motivo della chiusura delle frontiere italiane riguarda il rischio dell’arrivo di terroristi islamici a causa dell’attuale guerra in Libia scatenata dal generale Haftar contro il governo nazionale di Serraj.
In merito ad una possibile invasione di combattenti islamici si è espresso anche Matteo Salvini, che afferma: «Con centinaia di potenziali terroristi pronti a partire dalla Libia, abbassare la guardia, come suggerisce anche qualche collega di governo e abbandonare la strategia vincente dei porti chiusi metterebbe a rischio la sicurezza degli italiani. Non si molla, con il vostro sostegno io non cambio di una virgola».

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