La scuola del demerito e del precariato: record supplenze, caos su graduatorie e abolizione dei titoli artistici

Per il prossimo anno, a causa della mancanza dei concorsi ma anche del sistema di assunzione lento e inefficiente applicato dal Miur, nell’ambito scolastico si presume un numero record di 85.150 cattedre vacanti, da occupare in teoria anche con le nuove graduatorie digitalizzate provinciali (sulle quali regna ancora il massimo riserbo) che saranno divise per la prima volta solo in prima e in seconda fascia.
Che il mondo della scuola stia sempre più risentendo di una crisi italiana endemica sotto un profilo culturale e sociale, non ci sono dubbi. Che l’attuale Ministro dell’Istruzione, tuttavia, non abbia alcuna intenzione di migliorare le condizioni dei precari storici e delle nuove generazioni di insegnanti nel nostro paese, è una pericolosa realtà evidente sempre di più negli ultimi giorni.

 

Il declino dei professori di strumento musicale

L’ultima delibera, arrivata solo l’altro ieri, ha definitivamente allarmato il mondo dei musicisti che aspirano anche solo a una supplenza nei licei musicali: i titoli artistici, imprescindibili per qualsiasi professionista della musica che si rispetti (e che dunque consistono in concerti per enti e istituzioni musicali di comprovato valore) non saranno più conteggiati ai fini dell’immissione in graduatoria e quindi di un posto in quest’ultima.
Naturalmente si tratta di una decisione gravissima, in quanto pone per la prima volta sullo stesso piano coloro che nella vita, prima che insegnanti, sono soprattutto validi artisti, e chi invece ha esaurito la propria carriera concertistica entro le mura del Conservatorio da dopo l’acquisizione del diploma di fine corso.
La motivazione di una simile delibera lascia letteralmente senza parole l’intero universo dei professionisti della musica: così facendo si eviterà di perdere ulteriore tempo prezioso ai fini delle nuove tabelle di valutazione per le fasce dei supplenti, dal momento che il punteggio da attribuire ai vari concerti dei candidati è sempre stato un problema (nonché spesso uno scandalo, considerata la stessa valutazione della performance eseguita in un prestigioso teatro e di quella tenuta invece nella parrocchia del proprio quartiere).
Il mondo della scuola compie quindi ulteriori passi indietro sul fronte della professionalità e del merito dei laureati in Conservatorio, ritenuti come qualsiasi altro insegnante senza considerare la prima, imprescindibile finalità dell’insegnamento musicale: la trasmissione di un sapere pratico consistente nel saper suonare uno strumento, soprattutto per gli altri.

 

La scuola italiana: un rebus irrisolvibile

Intanto sul fronte supplenze le prospettive in merito allo svolgimento del prossimo anno scolastico si confermano di giorno in giorno più cupe e all’insegna della follia più totale.
Non si capisce infatti come possano esserci così tante cattedre vacanti (addirittura 20.000 in più rispetto all’anno scorso) quando invece, nel momento in cui si parla di concorsi e dell’ormai fantomatica “immissione in ruolo”, le risposte del Ministero sono più che mai negative, in quanto segnalano uno scenario ormai saturo e improponibile da tempo. Inoltre è indubbio (ma questo già da diversi anni) che nonostante la presenza di graduatorie infinite e l’invio delle “MAD” (“Messe a Disposizione”) la possibilità di una chiamata in qualità di supplente sia altamente improbabile per la stragrande maggioranza dei candidati, specie per quelli residenti al centro o nel sud Italia e che vorrebbero lavorare nelle zone limitrofe. A tal proposito sembrerebbe che per questo prossimo anno la maggior parte delle possibilità di impiego (anche a causa del Covid) sia prevista nel Nord del nostro paese, ma sulle modalità di iscrizione in graduatoria non si hanno ancora notizie certe.
Rimane il fatto che, senza l’indubbia superiorità di certi titoli e competenze, la scuola rischi di essere trasformata in un mondo privo di selezioni e di merito, in cui gli insegnanti sono tutti uguali e così i titoli di studio e di servizio.

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