Maturità 2019, al via tra dubbi sulle buste alla Rischiatutto introdotte dalla “Buona scuola”

Maturità 2019, al via tra dubbi sulle buste alla Rischiatutto introdotte dalla “Buona scuola”

E' l'anno della grande fuga dei commissari d'esame. Il Miur minimizza: "dati in linea con il 2018"

Per oltre 520 mila studenti stamani iniziano gli esami di maturità. Al via la prima prova scritta con lo svolgimento del tototema. Le tracce scelte dal Miur per questa prima prova per la tipologia A sono su :Ungaretti, e Sciascia. Per la tipologia B: Tommaso Montanari, Phlip Fernabach, scienziato cognitivo e professore di Marketing alla Leeds school of busienss dell’università del Colorado e Steve Sloman, professore di scienze cognitive alla Brown University e Corrado Stajano. Invece per il sulla attualità la tipologia C: si chiede agli studenti di scrivere un tema a partire da un testo del prefetto Luigi Diana, scritto in occasione del trentesimo anniversario dell’uccisione del generale Carlo della Chiesa. L’altra traccia è una riflessione sullo sport a partire dal commento di un articolo di Cristiano Gatti incentrato sul famoso Gino Bartoli.

E’ partita oggi dunque una delle tante novità della riforma “Buona scuola” varata dal precedente governo Renzi che debutta proprio questo anno.”La uno, la due o la tre” verrebbe da dire come avrebbe detto lo stesso Mike Buongionro nel suo telequiz, si perché proprio a questi primi maturandi del terzo millennio nati nel 2000, spetterà in sorte la scelta della busta da dove sbucherà fuori, non una domanda per per dare l’incipit all’orale, ma una foto, un oggetto,un documento oppure un ritaglio di giornale per iniziare l’esame orale e con questa collegare tutte le materie. Domani seconda prova a seconda degli indirizzi. E sarà altra novità, multidisciplinare: esempio matematica e fisica allo scientifico e latino e greco al classico. Ma la maturità 2019 verrà ricordata non solo per l’attuazione della “Buona scuola” dal punto di vista didattico con l’introduzione di alcune novità come elencate, ma anche per il grande numero di fughe dei commissari d’esame. Il ministro del Miur, Marco Bussetti, minimizza, ma i dirigenti d’istituto lanciano l’allarme e devono correre ai ripari. Quali i motivi di questa grande fuga? Prima di tutto la retribuzione che è ritenuta troppo bassa rispetto all’impegno. La rinuncia di molti insegnanti a partecipare alle commissioni esaminatrici potrebbe essere anche una silenziosa protesta nei confronti delle novità introdotte proprio dall’attuazione di questa riforma della “Buona scuola”.

Nello specifico l’oggetto della protesta dei professori ci sarebbe proprio e soprattutto la modalità degli esami orali in versione Rischiatutto, con la scelta delle tre buste, che presenta troppe incognite riguardo al giudizio finale degli alunni. A Cosenza i professori e presidi che hanno dato forfait sono un centinaio, a Palermo il numero scende ad una trentina. Non sembra andare meglio a Milano e a Roma perché la situazione è critica anche lì: in decine di istituti le commissioni sono dimezzate. I compensi per i commissari sono fermi alla retribuzione del 2007. Il compenso più basso spetta al commissario interno che percepirà 570 euro lordi, quello più alto spetta al presidente di commissione che sia stato nominato in una sede esterna al suo comune dove lavora: se occorrono più di 100 minuti per raggiungere la commissione affidatagli il compenso sarà di 3.519 euro lordi.

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