
Milano: fermato per omicidio il poliziotto Carmelo Cinturrino
Fermato l’agente di polizia che il 26 gennaio sparò a un marocchino in una periferia di Milano. Il ritardo nel chiamare i soccorsi che sarebbe servito a modificare la scena. Indagati per favoreggiamento anche i colleghi.
Carmelo Cinturrino, il poliziotto che il 26 gennaio scorso ha ucciso il marocchino Abderrahim Mansouri a Rogoredo (quartiere periferico di Milano), è stato fermato (in gergo tecnico l’arresto è quello che avviene in flagranza di reato) per omicidio mentre era al turno di lavoro in commissariato. Fino a ieri era solo indagato.
Per la procura ci sono “sussistenti gravi indizi ed esigenze cautelari tali da giustificare la misura“, e si teme il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di reiterazione.

Abderrahim Mansouri
All’inizio Cinturrino e i suoi colleghi avevano dichiarato che Mansouri, già noto alle Forze dell’ordine per precedenti penali, aveva puntato contro di loro una pistola, che poi è risultato essere a salve e rpvata del tappo rosso.
Ora Cinturrino è indagato per omicidio volontario, e i colleghi per favoreggiamento e omissione di soccorso, per aver sostenuto la versione del loro collega e per aver atteso 23 minuti prima di chiamare i soccorsi. Tempo che, per gli inquirenti, è forse stato usato per modificare la scena.

Le indagini sono state portate avanti dalla Polizia scientifica e dalla Squadra mobile, sulla base dell’analisi dei cellulari, dei filmati delle telecamere e delle testimonianze e interrogatori.
Secondo la Procura ci sarebbe stato un tentativo di depistare le indagini e ha disposto il fermo dell’agente anche perché ha sta alito che Mansouri, al momento della morte, non aveva con sé nessuna arma, che sarebbe invece stata messa vicino a lui in seguito.
