
Minneapolis: Trump ritira i federali
Gli agenti federali iniziano a ritirarsi da Minneapolis. Il comandante operativo Bovino torna in California. Democratici e repubblicani chiedono chiarimenti sulle regole di ingaggio degli agenti.
Gregory Bovino, comandante operativo itinerante della Border Patrol, tornerà in California al suo precedente lavoro, dal quale dovrebbe andare in pensione a breve. All’inizio si era diffusa la notizia che fosse stato rimosso dall’incarico.

Ma Washington ha poi smentito: “Bovino non è stato sollevato dai suoi incarichi” con la vicesegretaria del Dipartimento, Tricia McLaughlin, che ha specificato “è una parte fondamentale della squadra del Presidente e un grande americano“.
Secondo fonti del Dipartimento per la Sicurezza interna anche alcuni degli agenti federali impegnati nell’operazione “Metro Surge” lascerà Minneapolis nel corso della giornata. La decisione arriva dopo le polemiche e le proteste seguite all’uccisione di Renee Good e Alex Pretti, colpiti a morte da agenti federali.

Donald Trump
Già ieri il sindaco Jacob Frey aveva confermato che alcuni agenti stavano lasciando Minneapolis, per poi ribadire che la città non collaborerà agli arresti ritenuti contro la Costituzione. Ora i democratici, e anche parte dei repubblicani, chiedono chiarimenti sulle regole di ingaggio degli agenti e il segretario alla Sicurezza interna, Kristi Noem, dovrà comparire a marzo davanti al Senato.
Donald Trump ha ripreso il dialogo con Tim Waltz, governatore democratico del Minnesota, e ha inviato a coordinare le operazioni a Minneapolis Tom Homan, funzionario dell’immigrazione anche sotto l’amministrazione democratica di Barack Obama.
