Morte Fakir: proseguono le indagini. Oggi l’autopsia. Nuovo video dalle bodycam

Morte Fakir: proseguono le indagini. Oggi l’autopsia. Nuovo video dalle bodycam

Oggi l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne di origini marocchine rimasto ucciso in un fermo di Polizia. Ritrovato un video dove c’è un altro uomo con Fakir. 

Questa mattina, al Sant’Orsola di Bologna, è in corso l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica scorsa nel corso di un fermo di Polizia. L’autopsia, per la quale la Procura ha nominato quattro consulenti, sarà importante per stabilire tempi, circostanze e cause che hanno portato alla morte di Fakir.

Gli esiti potrebbero essere già disponibili nel pomeriggio, mentre per gli altri risultati, ad esempio le analisi tossicologiche, sarà necessario attendere più a lungo

Nel frattempo proseguono le indagini per stabilire le dinamiche ed emergono nuovi dettagli, tra cui un contatto tra Fakir e un’altra persona. Un filmato delle bodycam dei poliziotti coinvolti, infatti, si vedono gli agenti bloccare sia Fakir sia un altro uomo con la maglietta bianca.

Come ha spiegato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti coinvolti nel decesso del 42enne di origini marocchine: “C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione“. Il video è stato consegnato alla Procura per le indagini.

Abderrahim Fakir

Tra l’altro Bordoni sottolinea che i suoi assistiti quando sono arrivati in zona hanno chiesto per due volte l’invio di ambulanza “con automedica” per una persona “in crisi psichica“. L’Ausl di Bologna, da parte sua, smentisce quanto dichiarato “da alcuni organi di informazione che le forze dell’ordine avrebbero richiesto alla Centrale Operativa 118 l’invio di un’automedica e che tale richiesta non avrebbe trovato riscontro per indisponibilità del mezzo. Gli elementi documentali attualmente in possesso dell’Azienda, comprese le registrazioni delle chiamate e la documentazione della Centrale Operativa 118, non confermano tale ricostruzione“.

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