
Numero massimo di stranieri nelle scuole: Meloni ricorda le circolari di Mattarella
Meloni si difende dalle critiche ricevute in seguito alla decisione del Governo di mettere un numero limite di studenti stranieri nelle scuole italiane e ricorda due direttive proposte da Sergio Mattarella quando era ministro dell’Istruzione. La reazione delle opposizioni. Schlein: “Una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato”.
La recente proposta del Governo di Giorgia Meloni di introdurre tetto al numero di studenti stranieri nelle classi accende ha acceso dibattito politico e le reazioni dell’opposizione, in particolare Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno accusato il Governo di strumentalizzare l’istituzione scolastica.

Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d’Italia ha reagito alle critiche ricordando le direttive di Sergio Mattarella quando era a capo del Ministero della Pubblica Istruzione tra il 1989 e il 1990, sottolineando che la proposta del Governo rispecchia le linee guida emanate all’epoca dall’attuale presidente della Repubblica.
Nelle direttive menzionate dalla Premier italiana si proponeva di suddividere gli alunni immigrati in piccole unità per sezione scolastica, fissando un tetto massimo di quattro o cinque studenti per gruppo. Va ricordato che il contesto demografico dell’epoca contava circa 18.500 iscritti stranieri rispetto ai 930mila rilevati oggi nelle scuole italiane, e il quadro demografico e sociale, a quasi quarant’anni di distanza, non è paragonabile a quello odierno.
Ma vediamo meglio i documenti di Mattarella di cui parla Giorgia Meloni: Il primo è una circolare ministeriale, la 301 dell’8 settembre 1989: “Inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo“. “L’immigrazione“, diceva la circolare, rende necessario “da parte della scuola, una attenta considerazione ed una serie di interventi intesi a garantire alla generalità degli immigrati l’esercizio del diritto allo studio ed a valorizzare le risorse provenienti dall’apporto di culture diverse“.

Sergio Mattarella
In quest’ottica “Ove si presentino più alunni immigrati da uno stesso Paese e con analogo livello culturale, potrebbe essere didatticamente proficuo inserirli in una medesima classe, tenendo conto che sarà bene non superare le quattro-cinque unità“. Agli istituti spetta valutare “specifiche esigenze e situazioni“, per trovare “le soluzioni più opportune, avendo cura di promuovere la partecipazione degli alunni in questione alle attività globali della classe“.
La seconda circolare dell’allora ministro dell’Istruzione è invece la 205 del 26 luglio del 1990, dal titolo: “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale“. Dove Mattarella riprendeva poi la circolare 301 dell’anno precedente, ribadendo: “L’assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe“. Al riguardo, precisa ancora il documento “sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, per agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani, mentre può essere utile costituire gruppi anche superiori alle cinque unità nei momenti di specifiche attività linguistiche“. Mattarella sottolineava inoltre la necessità, “per quanto possibile” di intensificare “le attività di sostegno linguistico nella fase iniziale dell’anno scolastico“.

Elly Schlein
Anche il fatto che Meloni abbia collegato la recente decisione del Governo con le direttive di Mattarella quando era ministro dell’Istruzione ha provocato dei dibattiti. In particolare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, parlando del coinvolgimento di Mattarella, ha dichiarato: “Tirare per la giacca il presidente della Repubblica cercando di trascinarlo sulla polemica del giorno costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato”.
