Nuovi guai per Sigrido Ranucci, il Garante della Privacy minaccia querela.

Dopo l'attacco terroristico ai danni di Sigrido Ranucci, per il giornalista di Report arriva un nuovo colpo: la minaccia di querela da parte del presidente del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione.

Come si dice? “I guai non arrivano mai da soli” . Dopo l’attacco terroristico ai danni di Sigrido Ranucci, per il giornalista di Report arriva un nuovo colpo: la minaccia di querela da parte del presidente del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione. Il motivo è legato ad alcune dichiarazioni che Ranucci avrebbe rilasciato dopo la sanzione norificata alla Rai per la messa in onda di una conversazione privata riguardante l’ex ministro Gennaro Sangiuliano in cui parlava con la moglie, all’epoca della relazione con Maria Luisa Boccia. Secondo il provvedimento, la trasmissione avrebbe violato diverse disposizioni del Codice della Privacy, del Regolamento europeo GDPR e del Codice deontologico dei giornalisti, configurando un “trattamento illecito di dati personali non giustificato da un effettivo interesse pubblico prevalente”.
Ranucci ha annunciato l’intenzione di chiedere l’intervento del Garante europeo per la protezione dei dati, così da verificare l’operato dell’Autorità italiana.
Una frase in particolare è finita nel mirino per la quale il Presidente del Garante avrebbe manifestato l’intenzione di querelare Ranucci: «Qualcuno sta armando il Garante della Privacy per punire Report e mandare un segnale esemplare ad altre trasmissioni scomode. È un’operazione che mina la libertà di stampa». Parole accompagnate da varie critiche e commenti che il conduttore ha mosso in questi giorni e definite dal Garante, «frasi di una gravità senza precedenti, che insinuano che il Garante operi sulla base di direttive ricevute da terzi» . Nel comunicato stampa si legge inoltre: «si tratta di illazioni gravissime, che confondono la piena indipendenza e terzietà di giudizio del Garante con un’asserita sua soggezione a presunte logiche di Governo».
L’Autorita ha sottolineato inoltre come «le parole pronunciate dal dott. Ranucci rischiano di essere percepite come un tentativo di indebito condizionamento dell’attività decisoria del Garante, chiamato a pronunciarsi su due reclami avanzati nei confronti della trasmissione da lui diretta.
Nel respingere le dichiarazioni in questione, come totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive della propria immagine, il Garante nella totalità dei componenti il suo Collegio adotterà ogni iniziativa utile alla tutela della propria dignità istituzionale».

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