Omicidio di Lecce, la lettera disperata della mamma dell’assassino dei due fidanzati

Omicidio di Lecce, la lettera disperata della mamma dell’assassino dei due fidanzati

Questa volta parla la mamma di Antonio De Marco, l'assassino di Daniele ed Eleonora accoltellati pochi giorni fa a Lecce, con una lettera indirizzata ai genitori delle vittime

Parole di commozione e dolore quelle scritte dalla mamma di Antonio De Marco, il ragazzo che ha ucciso pochi giorni fa i due fidanzati Daniele ed Eleonora  a Lecce,in una lettera indirizzata ai genitori delle vittime.

“Vi chiedo scusa per ciò che ha fatto Antonio, anche se mi rendo conto che sia davvero poca cosa, rispetto alla terribile ferita che Vi è stata inflitta” si legge dal testo.

Omicidio di Lecce, la mamma di Antonio De Marco chiede scusa ai genitori dei due ragazzi uccisi da suo figlio

A chiedere scusa ai genitori della giovane coppia, Daniele De Santis ed Eleonora Manta, è la mamma di Antonio De Marco, ex inquilino del loro appartamento nonchè colui che li ha accoltellati  a morte, premeditando l’omicidio “perchè erano troppo felici” come lui stesso ha confessato.

Rosalba Cavalera De Marco ha cercato di trovare le parole giuste per chiedere perdono per il male commesso dal figlio, con una lettera a loro indirizzata:

“Vi chiedo scusa! C’è sicuramente una ragione se il legame tra madre e figlio non si spezza mai. Forse per i nove mesi durante i quali te lo senti dentro, o per quel cordone che ancora lo lega a te quando viene alla luce, oppure per quel dolore forte e intenso, che soffri nel metterlo al mondo. Un dolore che non dimentichi e che a volte ritorna … così come è certamente ritornato in Voi, mille e mille volte più forte e più atroce, così come si è ripresentato in me, anche se in misura non paragonabile con il Vostro, quando ho appreso che era stato mio figlio a strappare anche i Vostri cuori. Vi chiedo ancora scusa per la mia presunzione, perché quando ho appreso del Vostro dramma, ed ancora non sapevo che era stato causato da mio figlio, ho creduto di poter comprendere il Vostro dolore di madri, ma non era così. Solo ora che anche io, sia pure in maniera differente, provo quella stessa sofferenza, posso essere davvero consapevole del Vostro dolore e condividerlo dentro di me. Risplenda ad essi la Luce perpetua”.

 

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