
Piano salva casa. Rimandata la riunione del Cdm
Il Decreto casa, il cui arrivo al Consiglio dei ministri era previsto per oggi, è stato rimandato. Tajani “Mi pare si stia andando nella giusta direzione”.
La riunione del Consiglio dei ministri per discutere del decreto casa, prevista per oggi, è stata rimandata. Probabilmente a venerdì prossimo, anche se manca ancora una conferma ufficiale.
Sul tavolo ci sarà anche il Disegno di legge, annunciato da Matteo Salvini, che contiene la possibilità di sanare soppalchi, verande e altre lievi irregolarità edilizie che coinvolgono, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri citato dal Ministero delle Infrastrutture, “quasi l’80% del patrimonio immobiliare“.
Dichiara Salvini: “Il salva casa è una scelta concreta e responsabile a vantaggio di milioni di proprietari che così potranno regolarizzare piccole anomalie. Il Governo scommette sul taglio della burocrazia e sulla ragionevolezza“, mentre “l’Europa a trazione socialista pensa a nuove tasse sul patrimonio immobiliare“.

Antonio Tajani
Cauto ottimismo, quello di Antonio Tajani: “Vedremo il testo definitivo, ma mi pare si stia andando nella giusta direzione“.
Il decreto contiene norme per risolvere i problemi di autorizzazioni sui piani di rigenerazione cittadina, incluse quelle che riguardano gli interventi sulle tolleranze costruttive e alle difformità parziali, che però non abbiano impatti sulla struttura e le caratteristiche principali di un edificio.
Lo scopo del Ministero infrastrutture e trasporti è quello di dare la possibilità ai cittadini di sistemare i piccoli interventi non proprio legittimi, evitando però allo stesso tempo di condonare gli abusi edilizi. Le modifiche dovrebbero coinvolgere, quindi, solo l’interno di un appartamento e l’ampliamento di finestre e balconi.
Per Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, l’approdo del decreto al Cdm è “Una buona notizia. Consentirà finalmente di valutare nel merito un testo sul quale finora si è sin troppo lavorato con la fantasia“.

Carlo Calenda
Fortemente contraria l’opposizione. Soprattutto il Pd, che ha presentato un’interrogazione per chiedere di utilizzare il Repower Eu a sostegno dell’edilizia residenziale pubblica.
Come sottolineano Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, e i componenti dem della Commissione Ambiente di Montecitorio: “Se Salvini la smettesse di fare l’avvocato difensore di Toti e si occupasse un po’ meno di promettere condoni di qualunque tipo, avrebbe ben altro da fare per salvare le case degli italiani: c’è da mettere a frutto gli investimenti del Repower Eu, 1,4 miliardi di euro per la riqualificazione energetica delle abitazioni di edilizia pubblica e sociale e contro la povertà energetica di persone a basso reddito“.
Contrario anche Carlo Calenda, per il quale il decreto “È una di quelle cose fatte per le elezioni, nessuno farà i decreti attuativi“.
