
Processo a Montino: il pm presenta le sue richieste di condanna
La sentenza sarà pronunciata l’11 gennaio 2021
Nel processo, il pm ha chiesto la condanna per Montino. Ora tocca alla difesa. A gennaio è prevista la sentenza di primo grado. Il caso giudiziario coinvolge, tra gli altri, l’attuale sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.
Le indagini inizialmente vedevano 5 capi di accusa, tra cui l’abuso d’ufficio, la truffa, il peculato, la corruzione distribuite tra tutti i soggetti coinvolti, rappresentati da diversi consiglieri regionali, dirigenti dell’ente, segreterie varie. Non tutti riguardavano direttamente Montino, per i quali – una volta eliminata l’ipotesi di un suo coinvolgimento sull’assunzione di una persona a Nuovo Paese Sera – sono rimaste solo le ipotesi di truffa e peculato. Ma a cosa fanno riferimento queste accuse? Secondo gli investigatori, il gruppo consiliare del Pd, all’epoca, decise di servirsi di Paese Sera online per la pubblicazione e diffusione di materiale informativo sulle attività del gruppo, spendendo 64mila euro, per un totale di 11 bonifici. Servizi che però, sempre secondo la Procura, non sono stati effettuati o, comunque, non sono riscontrabili.
Cinque capi d’accusa, dunque; ma il 4 e il 5, con particolare riferimento all’abuso di ufficio che “a ventaglio” aveva coinvolto tanti consiglieri, è risultato prescritto, e dunque il processo per quel reato è stato dichiarato estinto.
Ad oggi, per quanto riguarda Montino, è rimasto in piedi solo il ‘caso Paese Sera’, tutto il resto è venuto meno. Restano dunque nel processo – ma solo per questo singolo aspetto – i reati contestati di peculato e truffa. L’accusa ha dato la sua versione e fatto le sue richieste, insieme alle parti civili costituite (Regione Lazio e Assoconsum). Ora toccherà alla difesa fare le proprie considerazioni e provare a smantellare le accuse che gli sono imputate.
Montino si è sempre dichiarato fiducioso di poter spiegare la propria posizione. A riguardo, ricordiamo le dichiarazioni di Montino rilasciate tempo fa all’Ansa: “Sui fatti contestati rimaniamo convinti di essere rimasti sempre dentro la normativa vigente… Ribadisco che i contributi dati a Paese Sera sono relativi a campagne d’informazione, ritenendo fosse lo strumento più idoneo per parlare ai nostri elettori del centro sinistra.
Molti giornali dicono non ci sia stata nessuna prestazione di servizio: non è assolutamente vero”.
La sentenza sarà pronunciata l’11 gennaio 2021.
