Quirinale: Berlusconi deciderà entro domenica se sciogliere la sua riserva
Mancano pochi giorni al primo voto in Parlamento, ma Berlusconi valuta di sciogliere entro domenica la sua riserva. Francesco Lollobrigida: “La disponibilità a una candidatura di Berlusconi non corrisponde alla delega, in una seconda fase, a rappresentare l’intera coalizione”.

Lunedì prossimo, 24 gennaio alle 15, ci sarà il primo voto in Parlamento in seduta comune per eleggere il successore di Mattarella. La corsa al Quirinale, in mezzo a 12 candidati, sembra ridursi sempre di più a due nomi: Mario Draghi, ma in questo modo si rischierebbe la caduta del Governo e la necessità di nuove elezioni, e un temporaneo Mattarella-Bis (Come fu con Napolitano) che permetterebbe di traghettare il Governo almeno fino alla fine dell’emergenza Covid-19 e dei relativi problemi logistici, economici, sociali e sanitari.
In verità c’è anche un terzo nome per il Quirinale, quello di Silvio Berlusconi. Ma, al di là dell’ipotesi del tutto improponibile (Il Presidente della Repubblica presiede anche il Consiglio superiore della Magistratura, e già solo per questo non è il caso di metterci un condannato in via definitiva per frode fiscale) lo stesso cavaliere in questi giorni sta pensando di sciogliere la riserva sulla sua candidatura entro domenica prossima. Ieri non ha partecipato alle previste riunioni del Centrodestra, e forse non ci saranno altri vertici fino al momento del voto di lunedì, anche se Giorgia Meloni è di altro avviso.

“Il vertice di centrodestra deve essere ancora convocato. Per come la vedo io è inevitabile che si svolga prima della fine della settimana” ha dichiarato infatti la leader di Fratelli d’Italia “Spero che sia calendarizzato nelle prossime ore, altrimenti lo chiederò ufficialmente”.
Per quanto riguarda la possibilità che Berlusconi possa svolgere un ruolo da kingmaker, come vengono definite le figure che propongono i nomi dei candidati legati a una coalizione, c’è qualcuno che ha dei dubbi: Francesco Lollobrigida.
“Non è questa la strada che abbiamo intrapreso come coalizione. È il centrodestra, nel suo complesso, che deve essere in grado di proporre un nome o una rosa di nomi nell’eventualità che la strada di Berlusconi non sia più percorribile” ha infatti dichiarato il capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia “Fdi non darà a nessuno una delega sul ruolo di kingmaker, tantomeno una persona o un partito della coalizione da solo potrà intestarsi l’investitura di un presidente. La disponibilità a una candidatura di Berlusconi non corrisponde alla delega, in una seconda fase, a rappresentare l’intera coalizione“.

Il Presidente della Repubblica svolge un ruolo neutro, al di fuori della tripartizione di poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo, svolgendo una funzione di coordinamento e sorveglianza. Per questo, da sempre, è un ruolo adatto a una figura politica che sia al di sopra delle parti, e che nello stesso tempo sia sostenuta dai vari schieramenti politici. Ci vuole, quindi, qualcuno che accontenti un po’ tutti.
Già alcune fonti del PD, da parte loro, hanno confermato che “Non voteremo un candidato del centrodestra, ma un presidente super partes, come i numeri di questo Parlamento senza maggioranza impongono”. E non sono gli unici a pensarla così: ieri il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha incontrato il segretario della Lega, Matteo Salvini, per discutere della situazione della corsa al Quirinale. Lo stesso Conte, parlando con Salvini, ha confermato la necessità “Di trovare una figura di prestigio” per il Quirinale, con l’obiettivo di “scongiurare una crisi di governo”.
