
Referendum: si punta a raddoppiare il numero di firme necessarie
Pur con divergenze sulle modalità, sia la maggioranza che l’opposizione vorrebbero cambiare le regole per indire un referendum, in seguito al fallimento del quorum dell’8 e 9 giugno. Si punta a un milione di firme necessarie.
A stretto giro in seguito ai disastrosi risultati della partecipazione al referendum dello scorso fine settimana, con un quorum arrivato al 30,6% (ben lontano dal richiesto 50% più uno dei votanti) il gruppo di Forza Italia ha presentato oggi in Senato una proposta di modifica dell’articolo 75 della Costituzione per aumentare il numero di sottoscrizioni, da 500mila a un milione, e il numero di Consigli regionali, da 5 a 10, necessari per poter ogni volta indire un referendum abrogativo.

Leggiamo nella nota: “In questo modo diamo concretezza alle indicazioni politiche che anche ieri il nostro segretario nazionale, Antonio Tajani, ha espresso. Non vogliamo certamente superare uno strumento di partecipazione democratica, ma vogliamo che sia supportato da un più ampio sostegno. Soprattutto oggi che, con le nuove tecnologie, la raccolta delle firme è molto facilitata“.

Antonio Tajani
Uno dei pochi elementi su cui maggioranza e opposizione si trovano d’accordo sul referendum, pur con divergenze sulle modalità, è appunto quello di cambiare le regole.
Quel che si teme è un abuso dello strumento, che oltre a gravare sulle casse (un referendum costa in media 200/300 milioni di euro, pari alle elezioni politiche) sarebbe fin troppo facile da organizzare, rischiando un fallimento come quello dell’8 e 9 giugno, causato dalla discrepanza tra le 500mila firme raccolte e l’effettiva partecipazione popolare.

Maurizio Gasparri
Coma dice il capogruppo Maurizio Gasparri: “Si tratta di rafforzare e di non banalizzare uno strumento di democrazia il cui abuso può portare al fallimento. Abbiamo voluto agire con tempestività e aprire una riflessione per portare a una rapida decisione in materia“.
