
Salute mentale, aumentano i pazienti ma le risorse non bastano
In Italia sempre più persone manifestano problemi mentali. E' allarme depressione tra i giovani. Gli esperti fanno luce sulle cause
17 milioni di persone in Italia soffrono di disturbi psichici e il 50% di tutte le malattie mentali inizia a 14 anni. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui questo tipo di patologie sono destinate a superare per incidenza quelle cardiovascolari, attualmente al primo posto. I Disturbi Mentali sono degli stati di alterazione patologica che colpiscono in vario modo le funzioni cognitive, la sfera affettiva – emozionale, il comportamento e la qualità delle relazioni interpersonali. Quelli più gravi, come schizofrenia, bipolarità, disturbi severi della personalità, riguardano circa l’8% della popolazione generale mentre le patologie meno preoccupanti, come ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare, sono invece molto più comuni e colpiscono circa il 15% delle persone.
Le malattie mentali possono comparire in qualsiasi momento ma a preoccupare maggiormente gli psichiatri è il periodo dell’adolescenza. In questa fase la patologia più diffusa è la depressione: in base ai dati Istat circa il 10% dei giovani tra i 12 e i 25 anni si dichiara infatti insoddisfatto della propria salute e della sua vita relazionale. Secondo la Società Italiana di Psichiatria i fattori allarmanti sono due: da un lato la tecnologia che spinge i ragazzi ad essere iper connessi, sempre più dipendenti dai social, perdendo così ogni tipo di contatto con la realtà; dall’altro bisogna prestare molta attenzione alle sostanze stupefacenti. “L’esordio sempre più precoce del disturbo bipolare – ha sottolineato Bernardo Carpiniello, presidente della SIP –che nel 40% dei casi oggi si colloca fra il 15 e i 19 anni, è in parte correlata all’uso di psicostimolanti, mentre la cannabis aumenta di 3 volte il rischio di sviluppare la schizofrenia nei soggetti predisposti”.
I ragazzi vanno aiutati e supportati nel passaggio cruciale verso l’età adulta ma in generale tutti coloro che soffrono di qualche disturbo mentale meritano il giusto sostegno. Non si tratta di cose da rinchiudere, sedare, legare ma di essere umani fragili, bisognosi di una guida che li aiuti a ristabilire l’ordine delle cose. Lo sapeva molto bene Franco Basaglia, neuropsichiatra interessato più al malato che alla malattia. Grazie a lui l’Italia è stato il primo paese in Europa ad abolire i manicomi, strutture fatiscenti dove venivano internati ì soggetti “deviati”, dai malati di mente fino alle prostitute e gli omosessuali. Tutti perdevano i diritti civili ed erano dimenticati dal resto della società. Con la legge 180 del 1978, conosciuta appunto come legge Basaglia, vennero aperti i cancelli, i pazienti furono lasciati liberi di passeggiare, di consumare i pasti all’aperto, di lavorare. Basaglia introdusse infatti un nuovo metodo terapeutico (la cosiddetta Antipsichiatria) che non considerava più il malato psichico come un individuo pericoloso e da emarginare ma una persona che per guarire aveva bisogno di mettersi in relazione con il mondo esterno.
Con la legge 180 si è passati dai manicomi ai Centri di salute mentale e alle residenze psichiatriche. Al giorno d’oggi però, a 40 anni di distanza, la strada da percorrere è ancora tutta in salita. Mancano le strutture e soprattutto servono più risorse per far fronte a una patologia in crescente ascesa. Basti pensare che, stando ai dati forniti dall’Oms, l’Italia è ventesima in Europa per la spesa dedicata alla salute mentale. In molte zone della penisola poi non si riesce a verificare quel trinomio terapeutico fondamentale per la guarigione: supporto psichiatrico a livello farmacologico, psichico a livello emotivo e sociale per il reinserimento. E a proposito di reinserimento il grande nemico del malato resta la società. Avere in casa un familiare con un problema fisico si può accettare ma quando la malattia è mentale la vergogna la fa ancora da padrona. I disturbi psichici vengono vissuti con impotenza e fanno paura perché non si riescono a gestire.
