Se la musica classica diventa moderna( e non solo sui social)

Se la musica classica diventa moderna( e non solo sui social)

Sempre più artisti che suonano la musica classica appaiono sui social come Facebook o Instagram, un tempo era impossibile. La fascia di età di persone che segue musica classica sui social è compresa fra i 15 e i 25 anni.

di Giulia Dettori Monna

Nel 2019, dopo diversi anni dal debutto di Facebook (lanciato il 4 febbraio del 2004), risulta spontaneo chiedersi se le considerazioni e quindi le reazioni della società in merito alla musica classica – soprattutto fra gli adolescenti del nostro paese – siano rimaste le stesse e, in particolare, se la modernità che ci circonda e nella quale viviamo sia riuscita a cambiare persino il panorama più immutabile di sempre: quello dei concerti classici e del pubblico che li caratterizza.
In effetti un tempo era inconcepibile pensare alla figura di un solista impegnato in un’esecuzione di Bach o di Beethoven come a un’autentica star, simile alle icone dei generi pop e rock. Eppure gli odierni cataloghi delle varie fondazioni musicali, nonché i profili Facebook e Instagram dei numerosi interpreti classici (innanzitutto dei giovani), parlano chiaro: classico oggi significa addirittura glamour, specie se all’indiscussa bravura esecutiva si aggiunge una certa avvenenza fisica. Sarà forse un caso, ma i musicisti e, a onor del vero, soprattutto le musiciste di notevole fama fra i 20 e i 40 anni attualmente nel circuito sono anche belli. Qualche nome? Senza voler trattare il clamoroso caso di David Garrett – formidabile violinista, ex enfant prodige ed ex modello, approdato volontariamente alle più audaci contaminazioni rock della musica classica – basta rivolgersi all’universo delle sue colleghe: Anna Tifu, Francesca Dego, Janine Jansen, Lisa Batiashvili e l’intramontabile Anne-Sophie Mutter – forse la pioniera dell’associazione “brava e sexy”, grazie ai famigerati vestiti con ampie scollature sulla schiena – sono le dimostrazioni viventi di quanto al momento persino nell’ambito della musica classica una valida strategia manageriale sia più che mai fondata sull’immagine dell’artista, capace prima ancora del video da ascoltare o dell’articolo che ne parla, di attirare l’attenzione dei followers sui social di riferimento, portando con essa i relativi, imprescindibili like. È chiaro poi che questo sia solo l’inizio di un costante, perpetuo percorso di autoaffermazione personale, nel quale rientrano tutti gli eventi legati alla carriera, non solo concerti: interviste, conferenze, presentazioni di CD, ogni avvenimento è soggetto all’iperconnessione che caratterizza i nostri tempi moderni, adeguando così gli autori e i capolavori del passato all’era di Twitter, Facebook, Instagram e, last but not least, Youtube e le sue visualizzazioni, specchio della nuova competitività online.
Tuttavia, mentre sui social l’identità dell’interprete classico si è rinnovata del tutto in linea con le nuove politiche del mondo dello spettacolo, inducendo ogni giovane esordiente a realizzare almeno una pagina pubblica di presentazione – richiesta spesso dagli stessi amici o conoscenti come prova minima della sua professionalità – lo stesso non si può proprio dire del pubblico presente nella vita reale ai concerti di musica classica.

Sopra: le giovani violiniste Anna Tifu e Francesca Dego
Quest’ultimo, infatti, rimane costituito prevalentemente da adulti e, diciamoci la verità, in gran parte da anziani, anche per via dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti (nonostante le varie promozioni ancora non alla portata di uno studente fra i 15 e i 25 anni).
Eppure, è innegabile, qualcosa è cambiato: i giovani musicisti classici del 2000, per poter essere notati nel mare magnum dei social, devono pubblicare con regolarità i video delle migliori performances e lavorare ogni giorno per incrementare il numero dei like, partecipando alle sfide nazionali e internazionali i cui esiti saranno poi condivisi con il pubblico online.
Bisogna aggiungere inoltre che se un tempo, per emergere, era necessario vincere almeno uno dei maggiori concorsi mondiali della musica classica – dallo Chopin dei pianisti al Paganini dei violinisti – ora non è più fondamentale: il virtuoso debuttante si affida o è affidato ai migliori esperti di music marketing, che provvederanno alla sua brillante carriera trasformandolo in una celebrità non dissimile dai colleghi degli altri generi musicali. La musica classica è ancora vecchia e noiosa? Se per il web non è così, forse anche le nuove generazioni cambieranno parere.

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