
Smart Working, ecco le ultime novità per quanto riguarda il lavoro da casa
Il decreto rilancio prevede e incentiva lo Smart working con molte problematiche per i lavoratori pubblici e privati
Da diversi mesi ormai parliamo spesso di smart working, soprattutto da quando a causa dell’emergenza sanitaria, siamo stati costretti a lavorare da casa.
Tra le novità del Governo che riguardano il “lavoro agile”, contenute nel testo dell‘ultimo Decreto Rilancio, c’è la proroga al 31 Dicembre per la metà dei dipendenti pubblici che dovranno continuare a svolgere le proprie mansioni da casa fino a fine anno.
Smart Working, cosa c’e da sapere dall’ultimo Decreto Rilancio
Dall’ultimo Decreto Rilancio si prevedono delle novità per quanto riguarda il lavoro agile o chiamato anche lavoro da casa.
Uno degli emendamenti contenuti in esso, riformulato e approdato dalla commissione Bilancio della Camera, che regola il POLA ( Piano Organizzato Lavoro Agile), stabilisce la proroga fino al 31 Dicembre 2020 per il 50% dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni che dovranno svolgere il lavoro da remoto fine a fino anno.
La disposizione riguarderà i dipendenti pubblici, la cui presenza in ufficio non è richiesta e che per le mansioni che svolgono necessitano di un computer, Internet e di un telefono. Un modo innovativo, che è stato già sperimentato durante il lockdown, grazie al quale si può registrare sicuramente un’aumento della produttività dei lavoratori ed evitando quindi il fenomeno dell’assenteismo e anche importanti vantaggi per quanto riguarda i risparmi di spesa. Dall’altro lato, tanti lavoratori da casa, hanno dichiarato che sono stati contattati diverse volte, anche fuori dall’orario di lavoro.
Dopo questa decisione, non è escluso che la percentuale del lavoro da casa dal 1 Gennaio 2021 possa salire arrivando a raggiungere fino il 60%.
