Elezioni Spagna: Primi i Popolari, ma senza maggioranza. Vox in caduta

Elezioni Spagna: Primi i Popolari, ma senza maggioranza. Vox in caduta

Le elezioni spagnole si sono appena concluse con un quadro frammentato, in cui né destra né sinistra hanno ottenuto la necessaria maggioranza dei seggi. Il primo in forza è il partito guidato da Feijóo, seguito a ruota da quello di Sánchez.

Con il 100% dei voti scrutinati questa notte abbiamo i risultati definitivi delle elezioni in Spagna. Il Partito popolare (Pp) di destra, guidato da Alberto Núñez Feijóo ottiene 136 seggi con il 33,06% dei voti, il suo rivale di sinistra, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) di Pedro Sánchez viene subito dopo, con un 31,7% dei voti e 122 seggi. Ancora meno per l’altro partito di destra, il Vox di Santiago Abascal, che ottiene 33 seggi e il 12,4% dei voti. Ultimo il Sumar di Yolanda Díaz (Sinistra), con 31 seggi.

Alberto Núñez Feijóo

Rispetto alle precedenti elezioni il Pp ha ottenuto 47 seggi in più, il Psoe 2 seggi, e il Vox ne perde ben 19. La delusione di Abascal è stata tale da convincerlo ad annullare la conferenza stampa post elettorale. Mentre Sánchez ha avuto una buona rimonta elettorale rispetto ai sondaggi di una settimana fa e alla delusione delle municipali e regionali del 28 maggio scorso, vincendo in parte la scommessa che lo aveva portato a convocare le elezioni in piena estate, con cinque mesi di anticipo rispetto alla data solita.

Pedro Sánchez

Il blocco di destra si ferma quindi a un totale di 169 seggi, mentre quello di sinistra a 153 seggi. Come si vede dai numeri, nessuno dei due principali partiti ha ottenuto il numero la maggioranza assoluta dei seggi, in Spagna fissato a 176, necessaria per un Governo stabile. In verità, a causa del complesso sistema spagnolo di ripartizione dei seggi, il distacco tra Pp e Psoe in termini di voti è addirittura inferiore.

Alberto Nunez Feijòo, ex governatore galiziano, sperava di ottenere da solo la maggioranza assoluta, ma non l’ha sfiorata nemmeno sommando i voti ottenuti da Vox. Ha comunque ottenuto 3 milioni di voti in più rispetto all’ultima tornata elettorale, al punto da attirarsi i complimenti di Manfred Weber, capogruppo del Partito Popolare Europeo, che ha definito quella di Feijòo “Una netta vittoria”, mentre Santiago Abascal ha ricevuto una telefonata della Premier italiana Giorgia Meloni.

Santiago Abascal

Nonostante quella che si potrebbe definire una mezza vittoria, Feijòo intende comunque mettere su un Governo solido: “Come candidato del partito più votato, credo che il mio dovere sia aprire il dialogo, guidare questo dialogo e cercare di governare il nostro Paese. Il nostro dovere è evitare un periodo di incertezza” chiedendo poi “Che nessuno abbia di nuovo la tentazione di bloccare la Spagna“.

Yolanda Díaz

Dall’altro lato, Sánchez è fiducioso che non ci saranno blocchi, né un ritorno alle urne e, commentando la sconfitta di Vox, confida in una rimonta del suo partito: “La Spagna e tutti i suoi cittadini sono stati molto chiari: il blocco politico dell’involuzione, del ritorno al passato e dell’abrogazione di tutti i nostri passi avanti negli ultimi quattro anni ha fallito. Il blocco di Partito Popolare e Vox è uscito sconfitto, siamo molti di più noi che vogliamo avanzare“.

In effetti spetta ora al re Felipe VI aprire le consultazioni che indicheranno il partito, tra PP o Psoe, incaricato di governare la Spagna, con trattative interne che, almeno in teoria, vedono favorito Sánchez, rispetto a Feijòo, che poteva contare solo sullo sconfitto Vox.

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