
Strage ferroviaria di Viareggio, condannati anche in appello gli ex manager e vertici FS
Pene ridotte ma sentenze di condanna confermate per quasi tutti gli imputati. Commozione per i parenti delle vittime in aula. Ma tra i condannati c'è già chi ha deciso di ricorrere in Cassazione
I Giudici di Firenze hanno confermato anche in appello la colpevolezza dei manager che gestivano la società delle Ferrovie dello Stato per la strage di Viareggio, il disastro ferroviario che causò la morte di 32 persone il 29 giugno del 2009. Il Tribunale d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, seppure con riduzione della pena dovuti alla prescrizione di alcuni reati. Le pene sono per Mauro Moretti (7 anni) ex ad di Ferrovia dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana, Michele Mario Elia, ex ad di RFI e attuale manager del gasdotto Tap per l’Italia (6 anni), e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia (6 anni), anche se la Procura aveva chiesto rispettivamente 15 anni, 14 anni e mezzo e 7 anni e mezzo. «Questa sentenza ci dà la forza di continuare questa battaglia – ha affermato Claudio Menichetti, padre di Emanuela, morta a solo 21 anni dopo 42 giorni di calvario per le ustioni riportate nell’incidente – perché fuori dal Tribunale abbiamo uno striscione sul quale è scritto: verità, giustizia e sicurezza. Perché la sicurezza è fondamentale. Se ci fosse stata sicurezza quel giorno, mia figlia non sarebbe morta». La sentenza di appello conferma la responsabilità di Ferrovie dello Stato nella catena di omissione nei controlli tecnici.
«L’impianto accusatorio ha retto e soprattutto è andato oltre la sentenza di primo grado – ha dichiarato Tiziano Nicoletti, avvocato delle famiglie delle vittime – perché i vertici delle ferrovie sono stati condannati e in particolare modo l’ing. Moretti è stato condannato anche come amministratore delegato di Ferrovie dello Stato – ha proseguito il legale – quindi il concetto che le ferrovie italiane fossero le più sicure in Europa, almeno per oggi è svanito. La sentenza ha confermato anche la parte che condanna le società tedesche – ha concluso l’avv.Nicoletti – proprietarie delle cisterne e dell’ assile che hanno permesso che viaggiasse un carico esplosivo su un’assile arrugginito che si è spezzato e che non era stata revisionata».
Se l’avvocato di Mauro Moretti, Armando D’Apote, non ha voluto commentare la decisione dei giudici di Appello, dopo il primo grado D’Apote parlò di “sentenza populista”, il legale di Soprano, l’avv. Alberto Mittone ha annunciato il ricorso in cassazione chiarendo:«La motivazione della sentenza è molto complessa, ci sono degli assolti, le diminuzioni di pena vedremo come valutarle. E’ stata esclusa una circostanza aggravante – aggiunge poi il legale – processualmente parlando la strada continua». I Giudici in appello hanno condannato anche tutti i dirigenti e manager delle società in cui venivano mandati in revisione i carri merci, tranne uno. Infatti condannate anche la Gatx Rail, proprietaria americana del vagone che ha causato l’incidente, le officine Jungenthaler di Hannover, dove fu controllato l’assale che rompendosi provocò il deragliamento, e la Cima Riparazioni, l’azienda di Mantova che nel febbraio del 2009, aveva revisionato il carro merci motivo del disastro ferroviario di Viareggio.
Tra gli imputati assolti invece c’è Giulio Margarita, ex dirigente della direzione tecnica di RFI, oggi dirigente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, riconosciuto colpevole in primo grado e condannato a 6 anni e mezzo. Per Margarita era stata chiesta una pena a 12 anni, ma per i giudici dell’appello per lui il fatto non sussiste.
