Guerra in Ucraina, sessantaquattresimo giorno. Soluzione diplomatica resta ancora un miraggio

Guerra in Ucraina, sessantaquattresimo giorno. Soluzione diplomatica resta ancora un miraggio

Guterres ha difeso il ruolo delle Nazioni Unite per porre fine al conflitto durato due mesi. "La guerra non finirà con gli incontri", ha dichiarato. "La guerra finirà quando la Federazione Russa deciderà di farla finita e quando ci sarà - dopo un cessate il fuoco - la possibilità di un serio accordo politico. Possiamo tenere tutti gli incontri, ma non è questo che porrà fine alla guerra". Durante il colloquio con Putin, Guterres ha detto di aver discusso dell'evacuazione dei civili dall'acciaieria accerchiata nella città portuale meridionale di Mariupol, sostenendo che Putin fosse d'accordo "in linea di principio" sull'evacuazione dei civili e che erano in corso discussioni tra i funzionari delle Nazioni Unite e il ministero della Difesa russo per definire i dettagli dell'evacuazione.

La guerra in Ucraina giunge al sessantaquattresimo giorno e un eventuale soluzione diplomatica al conflitto resta ancora un miraggio. Al contrario, La guerra rischia di allargarsi alla Moldavia dopo che le autorità del territorio separatista filorusso della Transnistria hanno denunciato una serie di presunti attentati che sembrerebbero un modo per preparare il terreno a un intervento di Mosca. Inoltre, la tensione tra il regime del Cremlino e i paesi della Nato è ormai arrivata a un livello incandescente, che rischia di portare l’intero pianeta alla catastrofe. Ieri l’ammonimento di Putin ha lasciato poco all’immaginazione: dicendosi pronto ad utilizzare “armi mai usate”, il presidente russo ha ribadito l’appello all’occidente a “non interferire” in quella che Mosca continua a definire un’operazione militare speciale. È in questa situazione che oggi, alle 16.45 ora italiana, la comunità internazionale si appresta ad ascoltare il discorso del presidente americano Joe Biden, sul “sostegno agli ucraini nella difesa del loro Paese e della loro libertà contro la brutale guerra della Russia”.
Sempre oggi, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres effettuerà un sopralluogo sui luoghi a nord di Kiev dove si sono scoperte le atrocità contro i civili commesse dalle truppe russe durante la loro occupazione della regione. In particolare, Guterres dovrebbe recarsi a Boucha, Irpin e Borodianka. Il segretario generale dell’Onu dovrebbe incontrare inoltre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo che ieri ha avuto un faccia a faccia con il presidente russo Putin, un incontro che Guterres ha definito “molto utile” e durante il quale il segretario generale ha detto aver espresso al leader del Cremlino le sue preoccupazioni per le violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani e della “possibilità che si verifichino crimini di guerra”.
Guterres ha difeso il ruolo delle Nazioni Unite per porre fine al conflitto durato due mesi. “La guerra non finirà con gli incontri”, ha dichiarato. “La guerra finirà quando la Federazione Russa deciderà di farla finita e quando ci sarà – dopo un cessate il fuoco – la possibilità di un serio accordo politico. Possiamo tenere tutti gli incontri, ma non è questo che porrà fine alla guerra”. Durante il colloquio con Putin, Guterres ha detto di aver discusso dell’evacuazione dei civili dall’acciaieria accerchiata nella città portuale meridionale di Mariupol, sostenendo che Putin fosse d’accordo “in linea di principio” sull’evacuazione dei civili e che erano in corso discussioni tra i funzionari delle Nazioni Unite e il ministero della Difesa russo per definire i dettagli dell’evacuazione.
“Siamo anche in contatto con il governo ucraino per vedere se possiamo avere una situazione in cui nessuno può incolpare l’altra parte per le cose che non stanno accadendo”, ha aggiunto.

 

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