Continua l’attacco al governo da parte di Magistratura Democratica. Liberi gli otto migranti portati in Albania

Continua l’attacco al governo da parte di Magistratura Democratica. Liberi gli otto migranti portati in Albania

Il tribunale di Roma ha nuovamente annullato il trasferimento di otto immigrati in Albania suscitando le sdegnata risposta del governo, il quale adesso annuncia che si costituirà parte civile di fronte alla Corte di Giustizia Europea

Si ripete il copione già visto la scorsa settimana da parte della sezione immigrati del tribunale di Roma che con una nuova e censurabile sentenza ha annullato il trasferimento nel CPR in Albania degli otto migranti arrivati Lunedì a Tirana. Adesso al governo di Giorgia Meloni non resta che appellarsi alla Corte di Giustizia Europea, dove il Viminale si costituirà parte civile, secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Interni, Matteo Piantedosi e in attesa della decisione della stessa Corte cui si era rivolta la stessa sezione immigrati del tribunale di Roma, in merito alla legittimità del decreto “Curto”. Gli stessi giudici romani con a capo Silvia Albano, la stessa persona che nel 2022 in un post su Facebook, pubblico in modo arbitrario una foto della premier Giorgia Meloni e della figlia Ginevra, è tornata all’attacco al convegno organizzato in Campidoglio da Magistratura Democratica, confermando nella sostanza la linea seguita dalla sezione che presiede contro i respingimenti e la”deportazione” degli immigrati in Albania. Peccato che la Albano e il suo collega Musolino, segretario di MD, sono stati smentiti da altri giudici superiori per mansioni, quali quelli della Corte di Cassazione, che rigettano le tesi abnormi e pretestuose dei suesposti magistrati, le cui colpe sono quelle di disapplicare la legge italiana per seguire e prediligere la sentenza della Corte Europea, che ci piace riaffermare non ha il valore di una legge, ma alla quale deve uniformarsi. Resta in piedi la questione giuridica più rilevante che è quella della premazia del diritto europeo su quello nazionale, e qui ci dovrebbe essere una riforma costituzionale che disponga invece il contrario. Adesso il governo Meloni dovrà continuare questa lotta con questi giudici ormai schierati, in attesa della pronuncia della suddetta Corte di Giustizia. Il principio però è sempre lo stesso, ovverosia è e rimane lo Stato l’unico detentore di decidere le politiche migratorie, e più nello specifico, l’organo esecutivo al quale spetta la disciplina della materia dell’immigrazione. Che piaccia o meno a Silvia Albano e a tutti i giudici di Magistratura Democratica.

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