Referendum Green Pass: parte la raccolta delle firme. Figliuolo: “Io sono per la Costituzione, decideranno i cittadini”

Da ormai alcuni giorni un comitato promotore ha avviato la raccolta delle firme per un referendum mirato ad abrogare le norme riguardanti il Green Pass. Immediate le reazioni, da Letta a Freccero.

Francesco Paolo Figliuolo

L’obiettivo, come previsto dalla nostra Costituzione, è quello di raggiungere le 500mila firme necessarie a sottoporre, prima alla consulta e poi al voto, quel certificato verde al centro di varie polemiche e divenuto necessario anche per recarsi al lavoro, nonostante gli italiani vaccinati siano ormai 41 milioni, ovvero il 76% al di sopra dei 12 anni di età.

Il comitato che lo ha promosso è composto, tra l’altro, da vari professori e avvocati, tra cui Francesco Benozzo, professore di filologia all’Università di Bologna, Luca Marini, professore di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, e da un’avvocatessa del Foro di Salerno, Olga Milanese, che nell’occasione ha commentato: “Il referendum abrogativo costituirà l’ultima chance per opporsi a un odioso strumento di discriminazione personale e sociale. Per allora, gli italiani non ne potranno più di portare al collo un cappio che si stringe e si allarga a piacimento di un Governo privo di qualsivoglia legittimazione popolare. Questo potrebbe far crescere il fronte del no al Green Pass e determinare un’ampia partecipazione popolare al voto referendario”.

Carlo Freccero

Tra i firmatari dell’iniziativa, che ha un sito internet, c’è anche Carlo Freccero, ex direttore di RAI2: “Dietro il green pass c’è molto di più. L’Oms ha pubblicato in questi giorni il prototipo di tessera vaccinale da adottare da parte degli stati. Il Green Pass è destinato a diventare l’embrione della futura tessera di identificazione digitale a cui mira il Grande Reset attualmente in attuazione”.

Alla radice del referendum c’è il fatto che il Governo, nell’istituire l’obbligo del Green Pass in determinate situazioni, avrebbe ignorato il regolamento Ue 2021/953 sui certificati interoperabili di vaccinazione, inserendo fattori di discriminazione per i non vaccinati.

Vediamo cosa recita questo regolamento: “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”. È proprio questo riferimento alla scelta che costituisce la base del referendum.

Anche secondo i promotori il Green Pass “Costituisce un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico” dal momento che esclude “Dalla vita economica e sociale della nazione quei cittadini che sostengono convinzioni ed evidenze diverse da quelle imposte dal Governo” e obbligherebbe “Surrettiziamente i cittadini alla vaccinazione”.

Come funziona

Anche se la raccolta firme dovesse avere successo, tale referendum non potrebbe realizzarsi prima della primavera prossima, poiché l’iter non è dei più brevi: per poter avere un referendum entro la prossima primavera le firme necessarie vanno raccolte entro il 30 settembre. Poi, una volta consegnate le firme alla Consulta, la Corte entro il 10 febbraio 2022 deve decidere se i quesiti sono ammissibili. Una volta stabilita l’ammissibilità, tutto l’incartamento va al Quirinale, dove viene infine decisa la data del referendum.

Cosa succede se le firme non vengono raccolte entro la fine di questo mese? Il referendum slitterebbe di molto. L’articolo 31 della legge 352 del 1970 dice che è impossibile depositare una richiesta di referendum nell’anno che precede lo scioglimento di una delle due Camere. Ora, dal momento che questo scioglimento è previsto alla scadenza della legislatura nel 2023 diventerebbe impossibile presentare la richiesta entro il 30 settembre 2022, slittando così al 30 settembre 2023, con voto possibile a un’altra primavera, quella del 2024.

Ma vediamo più in dettaglio questi quattro quesiti referendari:

1. “Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52 (Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19) convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87, limitatamente all’art. 9 (Certificazioni verdi COVID-19) e successive modifiche ed integrazioni?”.

2. “Volete che sia abrogato il Decreto-Legge 23 luglio 2021, n.105, (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche)?”.

3. “Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111 (Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti)?”.

4. “Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 10 settembre 2021, n. 122 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale)?”.

Enrico Letta

Varie le dichiarazioni seguite alla notizia della raccolta firme. Prendiamone due opposte. “Tutti gli strumenti della democrazia quando vengono adottati vanno bene quindi, ok. Io sono per la Costituzione. Decideranno i cittadini sulla base delle loro scelte” ha affermato il generale Francesco Paolo Figliuolo.
Strenuo difensore del Green Pass rimane invece Enrico Letta: “Penso di poter dire e di poter anticipare che sul referendum sul Green pass non potrà esserci ovviamente il nostro sostegno, anzi tutto il nostro impegno in questo periodo è per un rilancio del nostro Paese che passi attraverso il concetto centrale, essenziale, per cui il Green pass è libertà. Tutti coloro che sono contro il Green pass e le vaccinazioni sono contro la libertà e la possibilità del nostro Paese di ripartire. Questo è un messaggio molto forte che voglio dare anche da qui, il Green pass è libertà, il vaccino è libertà. Il nostro Paese ha bisogno di ripartire, quindi messaggi ambigui su questo non sono assolutamente accettabili“. Tra l’altro il Segretario del PD ha anche confermato l’obbligo del vaccino, nel caso in cui il Green Pass si rivelasse insufficiente per cancellare il Covid-19 dalla circolazione.

 

 

 

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