Ucraina: oggi incontro tra Putin e Scholz. Il cancelliere tedesco: “L’ingresso dell’Ucraina nella Nato non è in agenda”

Dopo l’incontro di ieri con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, oggi il cancelliere tedesco Olaf Scholz incontrerà Vladimir Putin. Lo scopo, come annunciato già da Annalena Baerbock, è quello del ritiro delle truppe russe al confine con l’Ucraina. Processo che sembra iniziato oggi.

Olaf Scholz

In attesa dell’incontro di oggi tra Putin e Scholz, il Ministero della difesa russo ha infatti annunciato che, nel momento in cui scriviamo, alcune forze militari del Cremlino stanno rientrando nelle rispettive basi, dopo le esercitazioni iniziate a novembre dello scorso anno. Molti vedono in questo ritiro un possibile segnale di distensione dopo la lunga serie di incontri, schieramenti militari, esercitazioni, minacce di sanzioni (da parte dei paesi della NATO) e di invasioni (da parte della Russia).

Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi” ha confermato in una nota il portavoce della Difesa russa, generale maggiore Igor Konashenkov, “Mentre le misure di addestramento al combattimento si avvicinano alla conclusione, le truppe, come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti“.

Volodymyr Zelens’kyj

Tornando a Scholz, ieri nel corso del suo incontro con Zelens’kyj il cancelliere tedesco ha dichiarato che “La sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina non sono negoziabili. Ci aspettiamo dalla Russia chiari segnali di de-escalation, un attacco all’Ucraina avrebbe gravi conseguenze” ma ha anche confermato che “L’ingresso dell’Ucraina nella Nato non è in agenda”, eliminando così, o almeno rimandando a data da destinarsi, quello che è uno dei maggiori timori del presidente russo: l’ingresso di Kyiv nell’Alleanza occidentale. Parole confermate dallo stesso Zelens’kyj, secondo il quale l’ingresso dell’Ucraina nella NATO “Non è un dossier urgente” anche se resta un “obiettivo scritto nella Costituzione”.

Vladimir Putin

In questi giorni circolava anche una data, diffusa da alcuni funzionari, per l’invasione russa in Ucraina: domani, mercoledì 16 febbraio. La notizia, che sin da subito è sembrata infondata, visti i numerosi segnali di dialogo, è stata subito smentita dal Pentagono tramite il suo portavoce John Kirby. Da parte sua Zelens’kyj ha reagito dichiarando il 16 febbraio giornata di Unità nazionale e commentando: “Siamo intimiditi da una grande guerra e stabiliamo ancora una volta la data dell’invasione militare (il tono, come confermato dal portavoce Sergii Nykyforov, era ironico, ndr). Ci sforziamo per avere la pace e vogliamo risolvere tutti i problemi esclusivamente attraverso i negoziati e la diplomazia”, ha concluso il presidente ucraino invitando i suoi cittadini ad appendere le bandiere dell’Ucraina e indossare nastri blu-gialli.
Al di là delle minacce da parte russa, per Putin un’invasione in Ucraina sarebbe un problema per vari motivi. Non potrebbe essere effettuata di sorpresa, poiché da qualche tempo l’attenzione dei media è concentrata in quelle zone. Kyiv dispone ora di armamenti efficaci, in gran parte inviati dagli USA. E infine la stessa Ucraina sarebbe un paese troppo grande da gestire per la Russia. Non è un pezzo di terra di dimensioni relativamente modeste come la Crimea, annessa al Cremlino dopo il discusso referendum del 2014. Per Putin sarebbe molto più conveniente e meno dispendioso ottenere il riconoscimento russo delle zone del Donbass e Lugansk, dove è in corso un conflitto dal 2014.

A destra, le zone di conflitto del Donbass. In basso, la Crimea

Anche il ministro Luigi Di Maio si recherà oggi a Kyiv, mentre domani incontrerà Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, per favorire una soluzione diplomatica, come confermato dalla Farnesina: “Non possiamo rinunciare a un estremo tentativo di capire se un negoziato politico e diplomatico può ancora evitare un ricorso massiccio alle armi”.
Anche se rimandata e, come abbiamo visto, poco conveniente per Putin, un’eventuale invasione dell’Ucraina è ancora possibile: “Putin non ha ancora deciso se invadere, ma un’invasione è ancora molto probabile e le truppe rosse sono in grado di attaccare in tempi brevissimi” ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Liz Truss. Da parte sua il Cremlino promette di limitarsi a un’autodifesa: “Non invaderemo l’Ucraina a meno che non saremo provocati a farlo” ha dichiarato Vladimir Chizhov, rappresentante permanente russo all’Ue, confermando che se le truppe ucraine inizieranno a “Uccidere palesemente cittadini russi ovunque, non bisognerà sorprendersi se contrattaccheremo“.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)