Russia: lo stallo del Nord Stream 2 tra Mosca e Berlino
Annalena Baerbock, ministra degli affari esteri in Germania, ha dichiarato che il gasdotto Nord Stream 2, al centro di molte discussioni tra Europa e Russia, non è ancora conforme alle normative europee e che la Germania adotterà “Misure appropriate” in caso di aumento della presenza russa in Ucraina.

Prima dei colloqui bilaterali dei ministri esteri di Russia e Germania, il Ministero degli affari esteri della Federazione russa ha diffuso ieri un comunicato ufficiale per esortare la Germania a non ritardare ulteriormente l’approvazione del Nord Stream 2 e a non politicizzare la situazione di stallo. Da parte sua Annalena Baerbock, che riconosce l’importanza e il valore strategico del gasdotto, ha dichiarato che il progetto non è ancora conforme alle leggi dell’Unione europea, avvisando anche che la Germania, insieme ai partner europei, è pronta “Ad adottare appropriate misure congiunte” per far sospendere l’atteggiamento aggressivo della Russia nei confronti di Kyiv.
Nel dicembre del 2011 l’allora Cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme a François Fillon, ex primo ministro francese, e Dmitrij Medvedev, a quel tempo presidente della Federazione Russa. Uno dei più grandi ed estesi gasdotti al mondo, il cui progetto era iniziato anni prima, nel 1997, quando la finlandese Neste e la russa Gazprom costituirono apposta la North Transgas Oy. A ottobre del 2012 il Cremlino, nell’ambito di un aumento della quantità di gas da inviare in Europa, iniziò poi lo sviluppo del Nord Stream 2. Ora quasi completato, permetterà il trasporto di 110 mld di metri cubi di gas all’anno e seguirà un percorso di 1.230 chilometri dalla Russia alla Germania, attraversando il mar Baltico e le ZEE (Zone economiche esclusive) di Danimarca, Svezia, Finlandia, Russia e Germania.
Per diventare attivo, il Nord Stream 2 deve ottenere l’approvazione da parte del regolatore tedesco Bundesnetzagentur (Bnezta), incaricato di verificare l’idoneità del progetto alle direttive europee sul gas. Tale approvazione venne sospesa già a novembre dello scorso anno, ma in quel caso la motivazione fu la necessità per la società Nord Stream AG di aprire una nuova filiale in Germania per trasferirvi i finanziamenti. Già in quell’occasione Dmitry Peskov, portavoce di Mosca, aveva confermato che “La società esercente è pronta a soddisfare tutti i requisiti della normativa vigente per poter avviare quanto prima il progetto”.

Dal momento che la Germania, e la NATO in generale, premono affinché la Russia diminuisca le pressioni e la presenza militare in Ucraina, la decisione di Berlino di bloccare il gasdotto è stata interpretata dal Cremlino come un tentativo di politicizzare la delicata situazione tra oriente e occidente.
“La procedura di certificazione da parte delle autorità di regolamentazione tedesche e della Commissione europea (del Nord Stream 2, ndr) non dovrebbe essere artificiosamente prolungata e politicizzata” si legge in una nota del ministero degli Esteri russo “Il processo deve essere condotto nel rigoroso rispetto delle norme vigenti”.
Annalena Baerbock già in passato ha confermato il blocco del Nord Stream 2 e criticato il Cremlino, che secondo alcuni osservatori internazionali sta usando il gasdotto, e le relative forniture di gas all’Europa, come arma geopolitica: “Come nuovo governo federale abbiamo stabilito che i progetti di politica energetica in Germania devono rispettare i requisiti europei, ciò vale anche per Nord Stream 2. Al momento questo non avviene, perciò ora il processo di certificazione è sospeso” ha infatti dichiarato la ministra di recente “E naturalmente Nord Stream 2 ha anche implicazioni geopolitiche. Questo è il motivo per cui nella dichiarazione congiunta con il Governo degli Stati Uniti abbiamo concordato che, qualora la Russia usasse l’energia come un’arma o commettesse altre azioni aggressive contro l’Ucraina, adotteremo misure efficaci insieme ai nostri partner europei“.
