
Migranti: la NATO contro i flussi irregolari: “Pronti alla sfida dell’immigrazione”
Visti i disaccordi tra Roma e Bruxelles sulla gestione dei flussi di migranti in Italia, contro l’immigrazione irregolare entra ora in campo la NATO che, come afferma Jens Stoltenberg, “Sostiene l’Unione Europea nella sua azione contro l’immigrazione illegale”.
Considerando l’aumento dei flussi migratori verso l’Italia, triplicati nei primi mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2022, i disaccordi tra Bruxelles, più interessata alla guerra in Ucraina e al Patto di stabilità piuttosto che all’immigrazione, e i 200 mln di euro per gestire la situazione promessi da Ursula von der Leyen, destinati però all’accoglienza e alla ricollocazione dei migranti piuttosto che a risolvere il problema alla radice come vorrebbe il Governo italiano, ora a scendere in campo è direttamente la NATO.
Come afferma Jens Stoltenberg, Segretario generale dell’Alleanza atlantica: “La Nato sostiene l’Unione Europea nella sua azione contro l’immigrazione illegale, noi siamo un’alleanza militare e l’Ue ha disposizione mezzi che noi non abbiamo” e, come sostiene da tempo anche la Premier italiana Giorgia Meloni, punta l’attenzione anche alla radice del flusso di migranti “Ma lavoriamo con partner come Mauritania e Tunisia per rafforzare la loro capacità e dunque la loro stabilità”.
Le missioni principali messe in campo da Stoltenberg, che somigliano all’operazione Sophia sostenuta da Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera dei deputati a ottobre scorso, sono il Secondo Gruppo Marittimo NATO, e il Sea Guardian.

Jens Stoltenberg
Il primo, in verità attivo dal 2016, si occupa di sorvegliare i traffici illegali nelle coste di Grecia e Turchia, di coordinare le forze navali di Atene ed Ankara e collaborare con Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne.
“Da molti anni abbiamo una presenza navale nel mar Egeo per agevolare l’applicazione dell’accordo tra la Turchia e l’Unione europea sull’immigrazione illegale” ha infatti confermato il Segretario NATO.
Ma è la seconda missione, il Sea Guardian, quella a cui l’Alleanza atlantica punta di più. Ideato al vertice Nato di Varsavia del luglio 2016 e varato alla fine dello stesso anno, il Sea Guardian opera nell’intero Mediterraneo a 360 gradi, con compiti che vanno dal contrasto al terrorismo alla lotta ai traffici illegali. Tra l’altro è coordinata anche con la Guardia Costiera italiana e con Irini, la missione europea che ha preso il posto di Sophia (La missione di cui parlava Giorgia Meloni).
Il ruolo della NATO nel Mediterraneo non è finalizzato solo al contrasto dei flussi migratori irregolari, ma anche al controllo della presenza russa in Africa e nel Medioriente, in particolare il gruppo Wagner.

Giorgia Meloni
“Assistiamo a un aumento della presenza russa nel Sud e in Africa, non da ultimo con il gruppo Wagner” ha confermato in questi giorni Stoltenberg “Abbiamo visto l’aumento della presenza russa in Africa e questo dimostra che la Nato non ha il lusso di poter scegliere su quali fonti concentrarsi, deve essere attiva a 360 gradi. Come sulla protezione delle infrastrutture critiche, molte delle quali si trovano nel Mediterraneo“.
Stoltenberg qui accenna alle strutture NATO presenti nel Mediterraneo, come quelle di Sigonella e di Trapani Birgi, che potrebbero essere utilizzate anche per gestire l’immigrazione irregolare.
